Il Tirreno

Prato

Arte e musica raccontano la contemporaneità

Alcune delle opere in mostra a “Live!” al Pecci
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Alcune delle opere in mostra a “Live!” al Pecci

Dai grandi Beatles luminosi, al Michael Jackson nudo e alle foto di Woodstock

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 PRATO. Impossibile raccontare le centinaia di opere di "Life" allestite nelle sale del Centro Pecci, ma in questo breve percorso partiamo dai mega "Beatles" luminosi di Marco Lodola nell'anfiteatro, per salire nella prima sala con l'ultima storica esibizione live dei Beatles "Welcome to the Show!".  E' il concerto sul tetto della casa discografica Apple nel 1969, l'anno di Woodstock, dove Gianfranco Gorgoni immortala Jimi Hendrix, mentre cresce il Flower Power il potere dei fiori, l'amore universale ben rappresentato da Love, il mega tappeto disegnato da Robert Indiana. Nello stesso anno Harald Szeemann cura When Attitudes Become Form la prima importante mostra che apre le nuove frontiere dell'arte contemporanea.  Nel 1972 i Pink Floyd scelgono l'anfiteatro romano a Pompei per un concerto. Ma i Settanta sono anche gli anni della nascita e morte di Ziggy Stardust, l'emblema della rockstar, "cantante rock di plastica" come lo definiva il suo creatore/attore David Bowie.  Nello stesso periodo si registrano anche le sperimentazioni elettroniche di artisti come Nam June Paik che appare in un video mentre suona con Joseph Beyus, mentre le foto di Franco Vaccari ci riportano sull'isola di Wight. Alla fine degli anni Settanta con il punk, i Sex Pistols dimostrano che non è necessario saper suonare per essere star, mentre in Italia con Aperto '80 della Biennale di Venezia riservata ai giovani artisti, si afferma la Transavanguardia con Sandro Chia e Nicola De Maria, presenti in "Live!" con due grandi opere. In quegli anni tornano a suonare in Italia i "big" stranieri, prima tra tutti Patti Smith: tocca a lei, nel 1979, rompere il silenzio imposto dagli anni del terrorismo con due concerti a Bologna e Firenze. Anche Bob Marley si esibirà in Italia in uno dei suoi ultimi concerti, mentre esplodono Basquiat e Keith Haring, presenti con due grandi lavori. Comincia anche il periodo degli unplugged (come quello dei Nirvana nel 1993), della musica colta di Bjork, che collaborerà con l'artista Matthew Barney, del Brit Pop che riscopre il club e si lega alla nuova scena artistica inglese degli Young British Artist, Damien Hirst in testa, portati alla ribalta dalla mostra Sensation nel 1996.  In mostra anche due artisti pratesi: la grande installazione di Massimo Barzagli e 4 foto di Emanuele Becheri. Ri.Te.

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