Il presidio
Divieti ai negozi multietnicila Provincia denuncerà il Comune
Sfiorata la guerra tra istituzioni. L'assessore annuncia che la Provincia denuncerà il Comune al dipartimento contro le discriminazioni razziali. Poi corregge i toni
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PRATO. Si è sfiorata la guerra tra istituzioni a Prato: l'assessore alle Politiche Sociali della Provincia, Loredana Ferrara, intervendo in un programma dell'emittente web «Radiogas» ha annunciato che denuncerà il Comune di Prato all'Unar, il dipartimento contro le discriminazioni razziali del ministero delle pari opportunità. All'origine dello scontro la delibera di circa sei mesi fa con la quale il Comune ha vietato nuovi negozi di kebab e ha disposto la chiusura anticipata per locali gestiti da cittadini cinesi.
«Farò partire al più presto due denunce all'Unar - ha detto Ferrara - contro il Comune di Prato per le delibere intraprese sul divieto all'apertura di nuovi kebab nel centro storico della città e sull'obbligo di chiusura serale anticipata per i soli esercizi locali cinesi in via Pistoiese».
L'annuncio segue le polemiche al calor bianco sviluppate nei giorni scorsi quando a Prato sono giunti 14 profughi richiedenti asilo. L'amministrazione comunale, contraria agli arrivi, ha denunciato di non essere stata coinvolta e che tutto sarebbe nato da un accordo tra la Provincia e la Regione. «Non sono abituata a subire, sono piuttosto guerrigliera», ha detto l'assessore, dicendosi d'accordo «ad andare allo scontro istituzionale con il Comune».
LA PARZIALE RETROMARCIA
Nel pomeriggio è arrivata una nota più conciliante da parte dell'assessore Ferrara (Idv). «La Provincia - si legge - non vuole nessuna guerra e non intende alimentare nessuno scontro istituzionale con il Comune di Prato, è necessario invece riprendere il dialogo e, con l'aiuto della sensibilità del sindaco Cenni, trovare subito un percorso sinergico tra le amministrazioni, come anche il presidente Gestri ha auspicato ieri». Commentando la dichiarazione resa questa mattina sull'intento di denunciare alcune delibere del Comune all'Unar (l'ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali presso il dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio) l'assessore Ferrara fa un passo indietro e precisa: «La Provincia non denuncia nessuno. Quello che mi interessa è il rispetto della legalità. Unar - aggiunge però - dovrà valutare tutti gli atti istituzionali, naturalmente anche quelli della Provincia stessa, perchè tutte le amministrazioni devono attenersi alla legge». Cambiano i toni dunque, ma la segnalazione al dipartimento del ministero stando a queste dichiarazioni resterebbe in piedi.
«Farò partire al più presto due denunce all'Unar - ha detto Ferrara - contro il Comune di Prato per le delibere intraprese sul divieto all'apertura di nuovi kebab nel centro storico della città e sull'obbligo di chiusura serale anticipata per i soli esercizi locali cinesi in via Pistoiese».
L'annuncio segue le polemiche al calor bianco sviluppate nei giorni scorsi quando a Prato sono giunti 14 profughi richiedenti asilo. L'amministrazione comunale, contraria agli arrivi, ha denunciato di non essere stata coinvolta e che tutto sarebbe nato da un accordo tra la Provincia e la Regione. «Non sono abituata a subire, sono piuttosto guerrigliera», ha detto l'assessore, dicendosi d'accordo «ad andare allo scontro istituzionale con il Comune».
LA PARZIALE RETROMARCIA
Nel pomeriggio è arrivata una nota più conciliante da parte dell'assessore Ferrara (Idv). «La Provincia - si legge - non vuole nessuna guerra e non intende alimentare nessuno scontro istituzionale con il Comune di Prato, è necessario invece riprendere il dialogo e, con l'aiuto della sensibilità del sindaco Cenni, trovare subito un percorso sinergico tra le amministrazioni, come anche il presidente Gestri ha auspicato ieri». Commentando la dichiarazione resa questa mattina sull'intento di denunciare alcune delibere del Comune all'Unar (l'ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali presso il dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio) l'assessore Ferrara fa un passo indietro e precisa: «La Provincia non denuncia nessuno. Quello che mi interessa è il rispetto della legalità. Unar - aggiunge però - dovrà valutare tutti gli atti istituzionali, naturalmente anche quelli della Provincia stessa, perchè tutte le amministrazioni devono attenersi alla legge». Cambiano i toni dunque, ma la segnalazione al dipartimento del ministero stando a queste dichiarazioni resterebbe in piedi.
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