Tradizione e innovazione a braccetto
Ba. Bu.
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Un fabbro al lavoro, a destra Donato Rubino e Enrico Bonfanti A Seano la R.B. specializzata nella lavorazione di ferro e acciaio
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PRATO. Tradizione e innovazione trovano il loro punto d'incontro nella produzione di Donato Rubino ed Enrico Bonfanti, da quasi trent'anni a capo di un'azienda artigiana specializzata nella lavorazione del ferro e dell'acciaio. «Inizialmente lavoravamo il ferro, cominciammo nel 1983 riportando alla luce le lavorazioni in ferro battuto - racconta Bonfanti - col tempo le esigenze dei clienti sono cambiate e noi siamo stati costretti a diversificare la produzione specializzandoci in altri settori, che trattano sicurezza e infissi in acciaio. Su Prato siamo concessionari Hormann, leader nel campo dei portoni sezionali, basculanti e da garage». Che la R.B. di Rubino & Bonfanti non sia più soltanto una piccola bottega, lo si capisce anche dal programma di certificazione a cui ha aderito spontaneamente per essere più competitiva sul mercato. «Dal 2005 abbiamo iniziato un percorso di certificazione conforme alle norme Iso per strutture in acciaio e cancelli - spiega - mentre adesso siamo alle prese con la normativa 38-34 che garantisce la rispondenza agli standard qualitativi europei nel campo della saldatura». Un passo importante, per una piccola realtà che conta sette persone, oltre ai due soci. «Non importa quanto sia grande - aggiunge - un'azienda deve ottemperare a tutto questo se vuole lavorare perché lo impone la normativa europea: non è più sufficiente lavorare bene, occorre dimostrarlo rispettando un iter burocratico che peraltro ha un costo notevole». «In questi anni di crisi, non abbiamo investito in macchinari nuovi - continua - a piccoli passi, siamo andati avanti nel percorso di certificazione, un investimento che da solo ha superato ampiamente i 10mila euro». Così l'azienda di Seano ha saputo cavalcare l'onda della crisi economica che ha investito il distretto: «Questi anni non sono stati facili per nessuno - spiega - tuttavia, non possiamo dire di aver subito la crisi, semmai abbiamo risentito indirettamente delle difficoltà dei nostri clienti». Il tema del ricambio generazionale è in cima alle preoccupazioni quando si tratta di mestieri artigiani che richiedono un lungo apprendistato. «E' una delle maggiori problematiche del settore - sottolinea l'imprenditore - purtroppo, oltre al fatto che sempre meno giovani si avvicinano a questo mestiere, da parte dei professionisti c'è sempre meno disponibilità a insegnarlo: quello che prima si chiamava il "ragazzo di bottega" è una figura che sta scomparendo, perché le aziende non se la possono più permettere in termini di attenzioni e tempo da dedicare».
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