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In arrivo tredici profughi saranno ospitati a Cerreto Lite tra Provincia e Comune
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Un barcone carico di profughi in arrivo sulle coste italiane 4 MINUTI DI LETTURA
PRATO. E così arrivano. O forse no. Sono i profughi. E tra polemiche al vetriolo tra Comune e Provincia. La decisione è stata presa ieri attraverso colloqui tra la Provincia - delegata al coordinamento - nella persona dell'assessore all'Integrazione Loredana Ferrara e la Regione. Ma qualcosa potrebbe cambiare all'ultimo momento. Perché il Comune non li vuole. Sono 13 tutti richiedenti asilo e provenienti dal nord Africa. «Si tratta - spiega Ferrara - di una famiglia con un bimbo e diverse coppie di fratelli e sorelle». Persone tranquille dunque «che meritano - aggiunge l'assessore - di ricevere la nostra ospitalità, così come stabilito dal governo di centrodestra». I tredici profughi che probabilmente arriveranno a Prato nella tarda sera di oggi, verranno ospitati nella struttura Madonna della tenerezza dell'opera Santa Rita a Cerreto, nel territorio comunale quindi, grazie anche alla disponibilità mostrata dalla Diocesi (anche per voce del vescovo Gastone Simoni) e delle associazioni cattoliche. Si tratta di una minima parte di un gruppo più ampio, di circa 180 persone, che arriverà al porto di Genova in nave nella giornata di oggi e che sarà poi smistato in vari luoghi della Toscana. «Con orgoglio - commenta Ferrara - contribuiamo, nella piena consapevolezza della difficoltà della nostra comunità, a dare una risposta all'emergenza unamitaria che stanno affrontando con responsabilità governo e Regione Toscana. Quella che vive nella provincia di Prato è una comunità generosa e ringrazio gli amministratori e i rappresentanti delle associazioni che con dignità stanno collaborando con la Provincia. Dare accoglienza ai rifugiati politici - prosegue - risponde ai dettami della Costituzione». Furibondi, invece, il sindaco Roberto Cenni e l'assessore all'Immigrazione Giorgio Silli che - spiegano - di essere stati tenuti all'oscuro fino all'ultimo momento, dell'arrivo dei profughi. Prefigurano quindi una sorta di "blitz" «per accreditarsi - afferma Silli - con la Regione, commettendo una evidente scorrettezza istituzionale». In questa ennesima lite sugli immigrati tra Comune e Provincia - si ricorderà lo scontro epico sulla collocazione dei cinesi nel Corteggio storico - la ricostruzione dei tempi dice qualcosa. Secondo la Provincia la comunicazione dell'arrivo dei gruppo di richiedenti asilo, sarebbe arrivata, da parte della Regione, solo ieri mattina. Secondo il Comune, invece, si tratta di un'operazione iniziata già da almeno una settimana. Nel primo pomeriggio è stato l'assesore Ferrara a telefonare all'omologo in Comune Giorgio Silli per comunicare l'arrivo. Un paio di ore più tardi lo scambio è avvenuto tra il presidente della Provincia Lamberto Gestri e il sindaco Roberto Cenni «che ha risposto - raccontano in Provincia - in maniera molto stizzita». E c'è da immaginarlo. Sono ormai due mesi - da quando cioè è iniziata l'emergenza - che il Comune, in tutte le sedi, ridabisce l'impossibilità di accogliere profughi sul territorio comunale. «Avevo offerto - continua Silli - la disponibilità dei nostri uffici a provvedere alle necessità delle persone a patto che i profugi fossero collocati negli altri comuni della provincia». La disponibilità, in effetti, era stata data e proprio in una delle ultime riunioni a Firenze quando diventò chiaro che anche Prato e il suo territorio - esclusi in un primo momento - sarebbero rientrati nel "mazzo" delle aree d'accoglienza. «Ad oggi - prosegue Silli - nessuno di questi comuni, nonostante la disponibilità, è realmente pronto ad accogliere i profughi ed è per questo che la "patata bollente" è stata scaricata su Prato». E per meglio chiarire la posizione istituzionale del Comune il sindaco e il suo assessore hanno immediatamente scritto una lettera al presidente della Regione Enrico Rossi, al presidente della provincia Lamberto Gestri, alle prefetture di Prato e Firenze, ribadendo l'assoluta indisponibilità della città di Prato ad ospitare altri profughi sul proprio territorio. Profughi che comunque saranno assistiti dalle strutture della Chiesa «in grado - spiega Ferrara - di garantire pasti e vestiario a tutti già da subito». Non si sa ancora se i tredici richiedenti asilo saranno gli unici ad essere ospitati nell'hinterland pratese o se pure ne arriveranno altri. «Un'eventualità da non escludere - conclude Ferrara - perché c'è la disponibilità di una struttura a Sofignano, nel territorio di Vaiano, ad accoglierne una quota».
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