Il Tirreno

Prato

Buone notizie dal forum della nona giornata dell’economia

Tessile, invertita la tendenza I dati sono quelli da pre-crisi

Eleonora Barbieri
Ilaria Bugetti con i presidenti di Provincia Gestri e Fratoni (Pistoia)
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Ilaria Bugetti con i presidenti di Provincia Gestri e Fratoni (Pistoia)

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 PRATO. Le esportazioni rimettono in moto il manifatturiero pratese. La bella notizia ha caratterizzato la nona Giornata dell'economia organizzata da Unioncamere ieri al Wall Art a cui hanno partecipato amministratori e imprenditori dell'area metropolitana insieme a nomi importanti dell'economia italiana come Luigi Abete, presidente Bnl e Lorenzo Bini Smaghi, membro del Comitato esecutivo della Bce. I dati congiunturali diffusi dalla Camera di Commercio di Prato testimoniano un'inversione positiva.  Inversione positiva degli indicatori e una ripresa del ciclo produttivo anche se siamo ancora lontani dai livelli pre-crisi di qualche anno fa. A fare da traino è stata la ripresa delle vendite all'interno della Ue, che sono tornate su livelli mai più raggiunti dal 2004 (1,3 miliardi di euro). Nel corso dell'anno, infatti, si devono registrare recuperi superiori al 35% per le vendite del sistema moda pratese nei mercati del Regno Unito e della Francia. Nel 2009 l'export manifatturiero chiudeva con un meno 13,7%, mentre nel 2010 ha raggiunto quota +17,5%. Inoltre sono tornati positivi altri chiari indicatori a partire dalla produzione e dal fatturato. L'utilizzo degli impianti è cresciuto dal 66,9% del 2009 al 71,5%. Adesso si tratta di saper cogliere le opportunità della ripresa: «Dobbiamo aumentare le esportazioni verso i Paesi europei, ma anche extraeuropei - commenta Carlo Longo, presidente della Camera di Commercio di Prato - e per far questo dobbiamo aumentare la produttività perchè è importante per essere competitivi e saper coniugare innovazione e tradizione per proporsi nei territori dell'estremo Oriente che crescono». Una nota dolente c'è e riguarda il lavoro. Dai dati emerge una sorta di corsa inversamente proporzionale tra produttività e occupazione. Nel 2010 infatti il valore aggiunto è cresciuto del 3,2%, ma allo stesso tempo si è registrata una flessione delle unità di lavoro utilizzate. Il tessuto economico dell'Area metropolitana. La nona giornata dell'economia era incentrata sopratutto sulle potenzialità delle aree produttive di Firenze, Prato e Pistoia. Il direttore dell'Irpet Stefano Casini Benvenuti ha definito il legame che intercorre tra queste tre città "complementare" grazie alla sua forte vocazione verso l'estero, l'area metropolitana dimostra una forte capacità di creare sia posti di lavoro, sia Pil. Per quanto riguarda il lavoro, i tre territori presentano insieme un tasso di occupazione del 66,4% contro il 62% del resto della regione, e allo stesso tempo un tasso di disoccupazione più basso, ovvero un 5,5% contro il 6,5% delle altre aree della Toscana. «E' necessario completare le infrastrutture che sono il collante che tiene uniti i tasselli produttivi delle tre province - conclude Longo - significherebbe rilanciare la competitività dell'area».  

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