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Brezzo, segretario generale Filctem Cgil: «Prima di tutto la tutela dei lavoratori»
«Ecco perché la gara anticipata per il servizio del gas è sbagliata»
Cristina Orsini
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Il segretario generale Filctem Massimiliano Brezzo 4 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Perché, secondo il sindacato, è sbagliata la gara che anticipa l'affidamento del servizio di distribuzione del gas? «Il sindacato non dice che la gara sia sbagliata. Ma che debba essere fatta nei tempi e nei modi stabiliti». Massimiliano Brezzo, segretario generale Filctem Cgil, ha idee chiare sul bando del Comune che, se andrà a buon fine, toglierà definitivamente il servizio del gas a Consiag-Estra. «Il sindacato però - aggiunge - ha il compito di capire bene quali ricadute la gara possa avere su lavoratori e cittadini». L'avete capito? «Se la gara seguirà l'iter regolare, quello previsto dai decreti attuativi (altri tre già firmati in attesa di promulgazione ndr), ci saranno tutte le tutele necessarie per i Comuni, per i lavoratori con le norme di salvaguardia per il passaggio ad altra azienda, per la società vincitrice e per il servizio. Anticipare il procedimento avrà come prima conseguenza quella di non dare alcuna garanzia del mantenimento del posto di lavoro a quanti si occupano del servizio di distribuzione del gas su Prato. Chi si aggiudicherà il bando, infatti, non avrà alcun obbligo di riassumere l'esubero che per forza si andrà a creare in Estra. Si tratta di decine di persone e credo che l'ultima cosa della quale Prato abbia bisogno Prato sia di altri disoccupati». E dal punto di vista del servizio cosa accadrà? «Il calcolo dei costi e dei benefici è un'altra questione aperta perché alla fine il Comune di Prato, secondo noi, non ricaverà un granchè. Perché una gara di questo tipo non può avere come unico criterio quello del ricavo del concessionario e cioè del Comune. I parametri devono essere altri: dalla convenienza per gli utenti all'effettiva efficienza del servizio». In che senso il Comune di Prato potrebbe non guadagnarci un granchè? «Facciamo le due ipotesi e partiamo dalla prima: che la gara non si possa fare. Il Comune ha già speso per fare un primo bando (poi annullato per la morte del titolare della società alla quale era stato affidato ndr) e ha speso per farne un secondo. Consiag, da parte sua, resiste. E quindi spende per i ricorsi. Lo stesso dicasi per il Comune che si è rivolto all'antitrust e al Consiglio di Stato. Se questa storia finisse con un nulla di fatto, Comune e Consiag avrebbero comunque investito una bella somma in affari legali. Consiag, in particolare, avrebbe meno utili e di conseguenza dividendi da suddividere tra i soci. E siccome il Comune di Prato è socio di maggioranza di Consiag (38%) potrebbe pagare due volte». E se invece la gara procederà? «E' la seconda delle ipotesi. Il Comune ha già detto con chiarezza che non ha intenzione di ammettere tra i partecipanti Consiag-Estra. Questo perché l'azienda ha tenuto riservati dei dati importanti e quindi potrebbe risultare favorita. Il gestore del servizio gas quindi cambierebbe per forza. Ma Prato è servita da una rete interconnessa con altri 14 comuni. Chi dovesse aggiudicarsi la gara, dovrebbe quindi, come primo atto, isolare l'area di Prato, creare una rete di distribuzione del gas autonoma, spendendo diverse decine di milioni. In più il costo di questa operazione certamente necessaria non è stato inserito nel bando di gara. Mi chiedo allora chi sosterrà il costo della realizzazione di una nuova rete del gas. Il Comune? Giochi finti. L'azienda vincitrice? E attraverso quali sistemi rientrerà dall'investimento? Tagliando sui dipendenti e sul servizio, per forza di cose». C'è poi la questione dei comuni limitrofi. «Certo, che saranno danneggiati e avranno problemi nell'approvvigionamento del gas. Non solo. Perché anche se per miracolo la gara anticipata non comportasse costi e problemi aggiuntivi, il bacino delle utenze calerebbe sotto i 300mila allacciamenti e questo, sulla base del decreto attuativo già in vigore, comporterebbe aumenti in tariffa pari al 13% con aggravi sulle famiglie e sulle imprese del distretto che hanno già difficoltà a sostenere l'onere delle bollette attuali». Insomma la gara anticipata creerebbe in ogni caso un disastro, secondo il sindacato. «Direi di sì. Tanto più che a beneficiare davvero del valore del servizio, una volta ceduto, sarà il proprietario della rete e cioè Consiag e non il concessionario, cioè il Comune, cui spetteranno solo i canoni. Ma il punto politico è un altro». Quale Brezzo? «Che i lavoratori non possono essere trattati come dei vasi di coccio tra vasi di ferro. Nè essere il ricettacolo delle tensioni. Il sindacato è stato fermo fino ad ora in attesa che le parti riprendessero il confronto. Non è successo. Noi non siamo disponibili a soluzioni di rimessa nei confronti dei lavoratori quindi è necessaria la ripresa del dialogo. Se Comune e Consiag per parlarsi hanno bisogno di una zona "franca" la soluzione c'è: offro loro il mio ufficio».
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