Il Tirreno

Prato

Il dramma del popolo saharawi raccontato agli studenti

1 MINUTI DI LETTURA





 MONTEMURLO. Una testimonianza diretta per guardare negli occhi di una giovane donna il dolore della perdita di un fratello, ucciso perché combatteva per la libertà del proprio popolo. I ragazzi della scuola media "Salvemini - La Pira" giovedì mattina nell'aula magna dell'istituto di via Grazia Deledda saranno chiamati a lezione di legalità e diritti umani grazie all'incontro con Jamila el Garhi, giovane donna saharawi, che racconterà la storia di suo fratello Nadjem, il primo ragazzo ucciso dalla polizia marocchina nel novembre scorso durante una manifestazione pacifica contro la repressione che il Marocco da anni perpetra ai danni del popolo saharawi. La giovane vittima è divenuta il simbolo non solo della repressione, ma anche della lotta a chi viola diritti fondamentali e inviolabili, primo tra cui la vita. All'incontro, promosso dall'amministrazione comunale di Montemurlo, da anni gemellata con una tendopoli saharawi e promotrice di vari progetti di cooperazione internazionale nei campi profughi nel deserto algerino, parteciperà il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Forastiero.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino