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I carabinieri trovano 3.000 capi dabbigliamento troppo simili a quelli prodotti da unazienda romagnola
Modelli copiati, maxi-sequestro al Macrolotto cinese
P.N.
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Alcuni capi confezionati sequestrati al macrolotto 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. I cinesi hanno copiato i modelli di un'azienda di Rimini. Per questo i carabinieri hanno sequestrato ieri mattina circa 3.000 capi d'abbigliamento all'interno di un pronto moda di via Friuli Venezia Giulia, dove si concentra la gran parte dei pronto moda cinesi. Tutto è nato dalla segnalazione della Teddy spa, un'azienda con sede a Rimini che ha registrato modelli e marchio per proteggerli dalla contraffazione. Gli ispettori dell'azienda romagnola hanno però trovato in circolazione modelli troppo simili ai propri e hanno fatto indagini per risalire al produttore, che è stato individuato nel pronto moda cinese di via Friuli Venezia Giulia, di cui non è stato reso noto il nome. E' toccato poi ai carabinieri andare a fare il sopralluogo che si è concluso con l'ingente sequestro. Secondo l'Arma il valore della merce è di 150.000 euro. Probabilmente questa cifra si riferisce ai prezzi di listino dell'azienda romagnola, visto che è difficile trovare nei pronto moda cinesi qualcosa che costi 50 euro. Molto più frequente è trovare gonne o camicie a 5 o 6 euro, specialmente se vendute ai grossisti. E grossisti erano i due francesi, provenienti da Marsiglia, che i carabinieri, insieme a personale dell'Ispettorato del lavoro e dell'Inps, hanno identificato all'interno del pronto moda. I due francesi erano venuti a comprare abbigliamento che poi avrebbero rivenduto Oltralpe, ma sono dovuti tornare indietro a mani vuote. Il titolare del pronto moda, un cinese di 44 anni, è stato denunciato a piede libero e gli è stata fatta anche una salata multa (è stato trovato anche un dipendente irregolare). L'attività commerciale è stata sospesa in ossequio al Decreto Bersani.
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