Italia
Assolto aspirante suicida «Non minacciò i militari»
1 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Voleva uccidersi, non ci è riuscito e si è trovato imputato in un processo per minacce a pubblico ufficiale, dal quale alla fine è uscito con l'assoluzione per non aver commesso il fatto. Protagonista dell'insolita vicenda è stato un uomo di 52 anni residente nella zona di Chiesanuova. Ieri mattina, difeso da Antonio Bertei, è comparso davanti al giudice monocratico Giulia Landini che non se l'è sentita di infierire e come detto l'ha mandato assolto. I fatti risalgono all'agosto del 2008. L'uomo, separato e con problemi di relazione con la figlia, era da solo a casa e non ce l'ha più fatta a sopportare il peso di una vita che non gli dava più stimoli. Così ha aperto il gas, si è barricato in casa e ha atteso la morte. I vicini però hanno sentito la puzza e hanno chiamato i carabinieri, che per prima cosa, avendo capito che cosa stava succedendo, hanno staccato luce e gas. A quel punto l'aspirante suicida si è rifiutato di far entrare i militari in casa e quando questi sono riusciti ad accedere all'appartamento li ha accolti brandendo un coltello. Il giudice ha ritenuto che il gesto fosse dettato dalla disperazione, non dalla volontà di far male.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google