Il Tirreno

Prato

Un coro di no alla pista di Peretola

Audizione in Regione di Comuni e Province. La soddisfazione di Mattei

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 PRATO. Un coro di perplessità, dubbi, se non di esplicita contrarietà. E' andata così la riunione congiunta delle commissioni regionali Ambiente, presieduta da Vincenzo Ceccarelli e Mobilità e infrastrutture presieduta da Fabrizio Mattei, dedicata alle audizioni dei presidenti delle Province e dei rappresentanti dei Comuni su variante Pit e pista dell'aeroporto. Tutti hanno risposto alla chiamata, Pisa compresa (era presente il sindaco Filippeschi), ma non il Comune di Firenze (presenti solo due consiglieri). Soddisfatto del risultato delle audizioni il presidente Mattei che non ha mai fatto mistero di aver un giudizio estremamente critico sulla nuova pista di Peretola parallela al tracciato dell'autostrada. «Mi pare - commenta - siano emerse con chiarezza le innumerevoli perplessità sull'intervento: a partire dalla mancanza di studi sull'impatto ambientale per arrivare alle questioni politiche poste con chiarezza dal presidente della provincia di Firenze». Per Prato hanno partecipato alla riunione l'assessore comunale all'Urbanistica Gianni Cenni e gli assessori provinciali Ivano Menchetti alle Infrastrutture e al Bilancio Alessio Beltrame.  Particolarmente apprezzato l'intervento di Menchetti che ha analizzato il sistema infrastrutturale della Piana come è oggi «già molto carente» e le conseguenze nel caso di realizzazione del nuovo aeroporto. Ed ha concluso chiedendo che l'intervento sulla pista di Peretola sia stralciato dalla variante al Piano integrato territoriale (Pit) «anche perché - ha sottolineato - c'è stata "appiccicato" successivamente. La variante era nata solo per realizzare il Parco della Piana». Chiari i numeri portati da Menchetti sul fronte della saturazione delle infrastrutture: «L'A11, per esempio - ha spiegato - attualmente è satura all'89%. Con il carico del nuovo aeroporto arriverebbe nella migliore delle ipotesi al 91%, nella peggiore al 126%. E' evidente che il sistema infrastrutturale della piana ha necessità di un ulteriore sviluppo ma soprattutto sul fronte ferroviario e autostradale. Il nostro timore - ha concluso - è che il nuovo aeroporto necessiti di investimenti così importanti (200 milioni solo per la nuova pista) in grado di prosciugare le risorse per qualsiasi altro tipo di opera».  Di dimensionamento del Parco della piana ha invece a lungo parlato l'assessore Cenni (che ha comunque espresso perplessità sulla pista aeroportuale). In particolare ha ribadito la contrarietà all'aumento non concordato dell'area da mettere in salvaguardia che è salita da 2000 e 2800 ettari bloccando di fatto i progetti di sviluppo previsti dal nuovo piano strutturale. «Spero che la riunione di ieri - ha commentato l'assessore - sia un punto d'inizio per una nuova fase di confronto con la Regione che deve avviare una riflessione per tornare sui suoi passi». Secondo Cenni, inoltre «gli interventi dei presidenti dei consiglio comunali della piana e la presa di posizione dell'Anci mi auguro servano a indurre una maggiore cautela». C.O.

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