Il Tirreno

Prato

Accordo firmato tra sindacati e associazioni

Commercio, più soldi nella busta paga Parte la detassazione

Valentina Ceccatelli
Negozi del centro storico
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Negozi del centro storico

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 PRATO. L'accordo firmato ieri mattina dalle sigle sindacali, Confcommercio e Confesercenti è il primo nel suo genere per il settore del commercio, e comprende gli associati e chi applica il contratto del commercio e il contratto per il turismo: si tratta della detassazione del 10 % sulle componenti accessorie della retribuzione corrisposte in relazione ad incrementi di produttività, ovvero straordinari, lavoro notturno e supplementare e premi aziendali in busta paga, che arrivino complessivamente fino a un massimo di 6000 euro. Questo beneficio è usufruibile dal lavoratore solo nel caso in cui il reddito dell'anno precedente non superi i 40.000 euro.  L'accordo è territoriale, e quindi valido solo per le aziende e gli esercizi con sede nella provincia pratese: la residenza del lavoratore non avrà importanza in questo senso ma i benefici saranno applicabili anche ai lavoratori occupati in sedi o stabilimenti al di fuori della provincia di Prato se la sede centrale dell'azienda è nel nostro territorio. I datori di lavoro che applicheranno la detassazione dovranno comunicarlo per iscritto alla RsaRsu o direttamente ai lavoratori interessati e, in ogni caso, all'Ente Bilaterale Territoriale ai fini di osservatorio. I soldi guadagnati in più saranno soggetti a tassazione separata, e non faranno scattare l'aliquota di tassazione superiore.  «Il netto in busta paga sarà più alto rispetto a prima - spiega Giuseppe Viviano, della Fisascat Cisl Prato - quindi ci sarà un ritorno economico per i lavoratori del settore volto anche a rilanciare i consumi per cercare di ricreare il circolo virtuoso che si è perso in questi anni. Una detassazione tale, ovviamente, non darà una certezza di ripresa economica ma renderà il lavoro straordinario meno pesante per i lavoratori e rimetterà in circolo soldi in più». Gli obiettivi di questo accordo sono anche altri: «Vogliamo mettere meno pressione fiscale sui dipendenti, pressione onestamente eccessiva, almeno sul lavoro straordinario e supplementare - dice Angelo Colombo della Uil pratese - e incentivare a fare orari diversi, rendendo meno pesante lo straordinario per chi lo fa». «Un accordo del genere mette imprenditori e lavoratori sulla stessa strada per cercare di uscire da un periodo di crisi come questo - dice Achille di Sennia, responsabile servizi della Confesercenti - Le aperture domenicali straordinarie, per esempio, non aumenteranno le assunzioni al momento, ma porteranno più soldi in tasca ai dipendenti. Con l'augurio che l'economia si riprenda e si possa ricominciare ad assumere».

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