Il Tirreno

Prato

Colta da un malore la cinese trovata morta a Mezzana

Ilenia Reali
La salma della giovane cinese a Mezzana Il mestolo trovato in gola potrebbe essere stato usato nel tentativo di rianimarla
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La salma della giovane cinese a Mezzana Il mestolo trovato in gola potrebbe essere stato usato nel tentativo di rianimarla

Domani sarà effettuata l'autopsia. Indagata per omissione di soccorso la titolare dell'azienda.

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 PRATO. Un' ischemia cardiaca o un aneurisma. Quasi certamente un malore. Sono queste le cause che dovrebbero aver causato la morte di Li Huafeng, la ventinovenne cinese ritrovata morta venerdì su un marciapiede a Mezzana. A dare certezza sulle cause della morte sarà l'autopsia che l'anatomo patologo Brunero Begliomini eseguirà, su incarico del pm Sergio Affronte, sulla salma dell'operaia cinese lunedì mattina. E suo sarà anche il compito di capire quale ruolo ha giocato il mestolo trovato infilato nella gola della donna. E' plausibile che si sia trattato di uno strumento utilizzato nel tentativo di rianimare la giovane dopo che improvvisamente è caduta a terra nella confezione dove lavorava. Ma c'è da chiarire se l'utensile possa aver aggravato la situazione.  Per ora a ricostruire quanto accaduto c'è la testimonianza del fratello della vittima (che non era però presente nel momento esatto in cui la giovane ha perso i sensi) e della trentenne titolare, di fatto, dell'azienda indagata per omissione di soccorso. In base a quanto riferito al pm dall'avvocato Antonino Denaro Li Huafeng aveva intenzione di lasciare Prato per andare a lavorare a Bologna, come parrucchiera. E di questo stava parlando con la sua titolare quando «la donna in base a quanto mi ha riferito la mia assistita - spiega l'avvocato Denaro - improvvisamente sarebbe caduta a terra. Senza dire una parola».  Episodio raccontato anche a Begliomini così come del tentativo di rianimarla con alcune pratiche, in uso in Cina, che prevedono di premere con le mani sotto il mento e al collo. Pratiche che, si difende la donna indagata, sarebbero state contemporanee a una chiamata all'ambulanza.  Testimonianza che dovrà essere verificata dal momento che al momento dei soccorsi, da un primo esame esterno, risulterebbe che la morte fosse avvenuta un'ora-un'ora e mezzo prima. Poi rimane da capire il motivo per cui sia stata portata sul marciapiede. Un tentativo forse di tenere gli inquirenti fuori dalla confezione.

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