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Prato

Barontini a un passo da Mabro

Barontini a un passo da Mabro

La scelta è già stata fatta: manca solo la firma dell'imprenditore

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PRATO. Il futuro della Mabro sembra essere già stato scritto. Il liquidatore dell'azienda di confezioni grossetana Milanesio e il collegio la loro scelta l'hanno già fatta. Ma il nome di chi salverà l'ex Mabro, non è ancora stato ufficializzato, anche se tutto fa pensare al pratese Andrea Barontini. L'imprenditore per il momento va cauto e ieri si è limitato a un «Aspettiamo l'ufficializzazione è questione di ore. Domani (oggi ndr) sarò a Grosseto e Milanesio mi dirà l'esito».

Oggi il commissario dei liquidatori Marco Milanesio vorrebbe presentare il concordato. Ma forse l'atto arriverà in tribunale domani, perché manca ancora qualche foglio da firmare per perfezionare la pratica.

«Nei prossimi giorni - aggiunge Barontini - dovrò vedere anche il piano preparato dal liquidatore».  Che sia Barontini a rilevare l'ex Mabro, sembra ormai cosa certa anche se, come conviene in questi casi, il condizionale resta d'obbligo. Manca la firma.  Manca però soltanto quella, perchè tutte le mosse che l'imprenditore pratese ha fatto negli ultimi giorni sembrano disegnare un quadro abbastanza chiaro della conclusione della vicenda. Il piano industriale presentato in un primo momento è stato migliorato.

C'è l'intenzione di acquistare il capannone, probabilmente coinvolgendo nell'operazione anche un imprenditore grossetano pronto a investire nel mattone e soprattutto c'è un miglioramento del livello occupazionale. Si continua a ragionare sui numeri a Grosseto.  Ma pare che dall'ipotesi iniziale, quella che prevedeva una settantina di dipendenti subito al lavoro, si sia già passati ad un piano che dà qualche garanzia in più. In tre mesi, il livello occupazione dovrebbe assestarsi intorno ai 120 dipendenti per poi continuare a salire via via che il fatturato crescerà. In più, sarebbero anche rispuntati i coreani, con il loro impero da sette miliardi di capi all'anno, pronti a commissionare alla Mabro la realizzazione delle loro collezioni.  Barontini non intende sbottonarsi.

Nella vicenda Mabro, del resto, ha messo la faccia più volte. Non ultimo la sua presenza alla fiera Pitti Uomo alla guida dell'azienda e poi ieri, le lavoratrici, stavano ancora occupando la fabbrica in difesa di quella grossa fetta di posti di lavoro che comunque andranno persi. Continua anche il progetto pratese della città tessile nella sede dell'ex Rivatex. Anche su questo per ora Barontini preferisce non rilasciare dichiarazioni. Il progetto c'è. «Ma è una questione delicata - dice - anche per questo voglio prendermi un po' di tempo».

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