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Il colosso Dussmann cucinerà i pasti per i malati pratesi
Giovanni Ciattini
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E cambiata la gestione del servizio cucina dellospedale Misericordia e Dolce. Lappalto è stato vinto dalla Dussmann Service che gestisce anche il servizio dellAsl di Pistoia. Primi problemi coi lavoratori Allarmati i lavoratori: orario ridotto ma busta leggera Dubbi del sindacato sul tipo di contratto applicato
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PRATO. Cambia la gestione del servizio cucina dell'ospedale Misericordia e Dolce e subito nascono le prime polemiche. Preoccupati i venti lavoratori delle due cooperative, Nuova Era e Concordia, che finora svolgevano il servizio: chiedono la sicurezza del posto di lavoro e chiarezza sulle condizioni economiche. L'Estav Centro, che ha indetto la gara per conto dell'Asl 4, ha aggiudicato il 24 novembre scorso alla Dussmann Service di Bergamo, filiale italiana del gruppo tedesco Dussmann (54mila dipendenti in 24 nazioni), l'appalto per il servizio cucina, mensa, dispensa e consegna pasti alle Rsa, per i prossimi quattro anni. L'importo a gara era di 2 milioni e 600mila euro, Iva esclusa, la Dussmann Service si è aggiudicata il servizio offrendo 2 milioni e 431mila euro oltre Iva. Il cambio di gestione ha messo in allarme i ventuno dipendenti delle due cooperative. Martedì sera si è tenuta un'assemblea alla presenza del sindacato. «Ci sono alcuni aspetti ancora da chiarire - spiega Alberto Santini della Filcams Cgil - e per questo ho inviato una richiesta di delucidazioni all'Estav Centro per capire, ad esempio, come mai nel capitolato d'appalto è stato esplicitamente richiesta al futuro aggiudicatario l'applicazione del contratto collettivo di lavoro Multiservizi. Un contratto più vantaggioso di quelli che erano in vigore fino a ieri (il contratto trasporti, applicato dalla Nuova Era e quello delle cooperative sociali, dalla Concordia) ma inferiore rispetto a quello che riteniamo quello più appropriato, ovvero quello del turismo». Un altro aspetto che ha messo in agitazione i dipendenti riguarda la parte economica. Infatti la Dussmann Service ha previsto un turnazione che prevede per ciascun lavoratore 29,16 ore settimanali di lavoro. Sette ore meno rispetto a quelle lavorate attualmente. «Questo significa - aggiunge Santini - una forte decurtazione della busta paga. Meno ore lavorate ma anche una busta più leggera». Si prevede infatti che i lavoratori percepiranno uno stipendio intorno alle 700-800 mensili contro i 1100 euro attuali. Un altro interrogativo riguarda l'organizzazione del servizio: come sarà possibile che lo stesso numero di dipendenti, lavorando sette ore meno a testa, sia in grado di garantire l'identica fornitura di pasti quotidiani per ospedale, mensa aziendale e residenze sanitarie assistite? In considerazione di questi interrogativi ancora da sciogliere il sindacato invita i lavoratori a garantire il servizio ma a non sottoscrivere l'accordo finché non sia fatta chiarezza sul contratto.
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