Il presidio
Il fashion chiede cultura d'impresa
Ba. Bu.
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Una scuola di moda Come affrontare i nuovi scenari della globalizzazione
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PRATO. Far crescere la cultura d'impresa. E' questa per Confartigianato la strada giusta da imboccare per rilanciare il settore moda specie in un momento, come quello attuale, in cui i nuovi scenari della globalizzazione impongono alle imprese di rivedere i propri modelli. Su questo tema verterà l'incontro "Dall'azienda alla rete: proposte d'innovazione per le imprese della moda", titolo del convegno regionale promosso da Confartigianato Moda Toscana e fissato per oggi pomeriggio alle 16.30 all'auditorium di Confartigianato Imprese Prato (viale Montegrappa 138). I lavori si apriranno con il presidente di Confartigianato Prato Luca Giusti e il presidente regionale di Confartiginato Moda Andrea Belli, mettendo a fuoco gli aiuti e gli incentivi alle imprese previsti dal Por Creo per poi affrontare il tema delle aggregazioni d'impresa con la relazione di Daniele Calamandrei, consulente e ricercatore che ben conosce il mondo delle piccole imprese toscane. A seguire saranno affrontate tematiche inerenti l'innovazione delle tecnologie, dei materiali e delle applicazioni, con Solitario Nesti Direttore di Tecnotessile e saranno analizzate le tendenze della distribuzione nei mercati tedesco e britannico con Marco Richetti di HermesLab gettando le basi per un progetto mirato a questi mercati. I lavori saranno conclusi dal Presidente Regionale di Confartigianato Imprese Toscana, Fabio Banti. «In associazione questo è un tema che affrontiamo da anni - spiega Moreno Vignolini, vicepresidente di Confartigianato Imprese Prato - ma che finora non ha trovato i risultati attesi. Credo infatti che il nodo sia rappresentato da un livello di cultura imprenditoriale che deve per forza crescere per guardare alle problematiche attuali con occhi nuovi che possano scorgere nuove soluzioni. Per chi accetterà la sfida di resistere e continuare a puntare sulla propria azienda in questo settore, sarà inevitabile iniziare a confrontarsi con idee che finora non aveva considerato. Per questo esorto i colleghi a partecipare a occasioni come questa, accogliendo il sostegno che l'associazione vuole dare loro per intraprendere nuove strade che vadano verso orizzonti di rilancio e di sviluppo». Su questo aspetto, insiste Andrea Belli: «Il mercato cambia, cambiano i competitor - osserva - Occorre pertanto rivedere logiche collaudate e organizzarsi per cogliere nuove opportunità di mercato. Le imprese devono aprirsi e partecipare attivamente a nuovi circuiti di conoscenza e scambi, valutare nuove alleanze e collaborazioni mettendo a punto nuovi sistemi di monitoraggio del mercato e riflettere sui propri programmi di investimento e crescita».
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