Un diciassettenne racconta di essere stato obbligato a vedere un film pornografico a casa del militare
Tentata violenza, carabiniere rinviato a giudizio
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Unaula di Tribunale Il processo inizierà il 26 aprile 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Inizierà il prossimo 26 aprile al Tribunale di Pistoia il processo a carico di Catello P., il carabiniere scelto accusato di tentata violenza sessuale nei confronti di un ragazzo pratese che all'epoca dei fatti, il febbraio dell'anno scorso a Chiesina Uzzanese, non aveva ancora compiuto 17 anni. Il carabiniere, difeso dall'avvocato Francesco Di Maio, è comparso ieri davanti al giudice dell'udienza preliminare Alessandro Buzzegoli di Pistoia ed è stato rinviato a giudizio, come chiedeva il pubblico ministero Renzo Dell'Anno. Nella stessa udienza si è costituito parte civile il ragazzo, assistito dall'avvocato Raffaella Pastore. La storia, come detto, risale ai primi giorni di febbraio dell'anno scorso, quando gli stessi carabinieri raccolsero le confidenze del minore e iniziarono a indagare su due loro colleghi, il carabiniere scelto e il suo capopattuglia, Pierluigi F. Il ragazzo aveva raccontato di essere stato fermato qualche giorno prima mentre era in compagnia di un amico e di esser stato trovato in possesso di alcuni grammi di hashish, che però non sarebbero stati sequestrati ma sarebbero finiti in tasca al capopattuglia. I due carabinieri si sarebbero limitati a fare una lavata di testa al ragazzo. Qualche giorno dopo il minore, mentre era in un bar di Montecatini, sarebbe stato avvicinato dal carabiniere scelto che lo avrebbe invitato a fare un giro. Catello P. avrebbe poi costretto il ragazzo a vedere un dvd pornografico nella sua abitazione di Chiesina Uzzanese. La pubblicazione della notizia mandò su tutte le furie la Procura e l'Arma, che perquisirono le abitazioni di due cronisti del Tirreno e della Nazione. Nel frattempo l'inchiesta è andata avanti e si è arrivati al rinvio a giudizio. Intanto davanti al Tribunale di Prato è iniziato il processo a carico dei due carabinieri per omissione di atti d'ufficio e peculato (il mancato sequestro dell'hashish), un'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Giuseppe Ledda. I due carabinieri sono ancora in servizio, ma sono stati spostati in altri comandi. P.N.
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