Il Tirreno

Prato

La Confconsumatori contro Publiacqua

«Il deposito cauzionale non deve essere pagato»

Valentina Ceccatelli
La sede dell’associazione di consumatori
◗
La sede dell’associazione di consumatori

3 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Il caso Publiacqua va avanti da dicembre, da quando sono arrivate nelle cassette dei pratesi le prime bollette corrette col nuovo deposito cauzionale: «Da allora sono venute da noi centinaia di persone - dice Marco Migliorati, presidente Confconsumatori Prato - tutte con una bolletta esorbitante: ci sono state bollette da 1500 euro, un uomo con nemmeno 500 euro di pensione si è trovato con 280 euro da pagare. Come fa a vivere con 220 euro?». Questo caso non è isolato: una pensionata si è trovata con 131 euro di cauzione, a fronte di 30 euro di consumi effettivi, e altri si sono visti recapitare una bolletta da 1.046 euro, di cui 853 di deposito.  «Il deposito cauzionale serve a Publiacqua a combattere la morosità, o così dicono -spiega Alessandro Fagni, avvocato che Confconsumatori mette a disposizione dei cittadini- nel caso in cui il cliente non paghi, l'azienda si riserva di tenere un margine di sicurezza. I problemi sono iniziati a dicembre, con le bollette in cui Publiacqua restituiva i soldi del vecchio deposito cauzionale ed applicava il nuovo. L'aumento della cauzione è stato deliberato dall'azienda, che sostiene sia stato deciso dall'Ato (Autorità di ambito territoriale ottimale), un ente che riunisce tutti i sindaci di Prato, Firenze e Pistoia. Quando la decisione è stata presa erano presenti 27 sindaci: il 54% di quelli che avrebbero dovuto esserci». E la decisione di applicare gli aumenti del nuovo deposito cauzionale, che variano a seconda del numero di persone nello stato di famiglia, è stata presa ad aprile: i sindaci si sono però riservati il diritto di interpretazione letterale su ciò che avevano deciso. «Publiacqua invece ha deciso di aumentare il deposito cauzionale, senza diritto di farlo visto che il deposito rientra nel contratto con l'utente, che non può essere modificato in modo unilaterale - continua Fagni - Quando Publiacqua ha risposto che nel contratto era contemplata questa possibilità, abbiamo fatto notare che si tratta di una clausola vessatoria. Ci siamo mossi contro questa decisione invitando le persone a pagare solo i consumi, accompagnando il pagamento ad una raccomandata di protesta che forniamo gratuitamente. Quello che avremmo voluto è che il nuovo deposito fosse applicato solo ai nuovi contratti, Publiacqua invece lo ha applicato a tutti. A dicembre i sindaci si sono riuniti di nuovo e ci hanno dato ragione, ma Publiacqua ha risposto che quella di dicembre non è una delibera, ma un ordine del giorno, e che hanno bisogno di una delibera per restituire i soldi e non perseguire più chi ha pagato solo i consumi e non il nuovo deposito». Problema che inizia a farsi sentire nel momento in cui arrivano le ingiunzioni di pagamento con minaccia di interruzione di servizio per mancato pagamento dei consumi. «Che in realtà sono stati pagati - dice ancora Fagni - è il nuovo deposito che invitiamo a non pagare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera