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Ora il turno di notte è un incubo
Quarta rapina in 14 giorni: i tassisti chiedono più protezione
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PRATO. E' un clima misto di paura e rabbia quello che si respira tra i tassisti in zona stazione, dove abitualmente sostano quelli in servizio. Paura per quello che è successo ieri notte, la quarta rapina nel giro di due settimane ai danni di un conducente che si è visto minacciare e derubare da un cliente salito a bordo; e rabbia, tanta, per quelle inutili telecamere di sorveglianza installate dentro e fuori la stazione.
Nonostante siano sotto gli occhi di tutti infatti non sono mai state messe in funzione. «Lo abbiamo scoperto in questo frangente quando uno dei nostri colleghi rapinati ha chiesto di poter rivedere la registrazione del momento in cui ha fatto salire il rapinatore - dichiara il presidente della cooperativa dei tassisti pratesi Gianni Bonamici - ma non è stato possibile perché le telecamere erano spente e vogliamo sapere il perché. Se fossero sempre accese come dovrebbero, a quest'ora, forse, l'avrebbero già identificato».
Adesso però il rischio più alto è che il servizio possa saltare: «Non possiamo più garantire la copertura totale del servizio - conferma Bonamici- alcuni colleghi, scossi per quanto sta succedendo, hanno interrotto il turno di notte, arrivano più tardi la mattina e smontano prima che faccia sera. D'altronde non posso nemmeno obbligarli se hanno paura». Per metterlo a conoscenza della situazione, il presidente della categoria ha fissato per domani un incontro con l'assessore alle Attività produttive Roberto Caverni a cui fa riferimento la cooperativa. «La situazione è drammatica - continua- se non verranno presi al più presto dei provvedimenti».
Un gruppetto di tassisti, ieri, faceva capannello davanti alla stazione centrale per parlare di questo problema e ricostruire la dinamica dei fatti che grosso modo è sempre la stessa. Si discute soprattutto di come risolvere l'emergenza sicurezza. Bonamici nei giorni scorsi ha incontrato l'assessore alla Sicurezza urbana Aldo Milone per esprimere la preoccupazione di tutta la categoria formata da 32 tassisti, più altri due a conduzione familiare. «L'assessore ha accolto la nostra richiesta di installare le telecamere su tutte le auto con gprs a bordo collegato con la centrale per localizzare la macchina del conducente in caso di pericolo - spiega - ma il costo è alto e pertanto è necessario un contributo economico da parte del Comune senza il quale non saremmo in grado di sostenere la spesa. L'iter burocratico è ancora lungo e non credo che arriverà una risposta prima di 2-3 mesi».
Gli operatori, nel frattempo, non possono far altro che prestare attenzione a chi fanno salire a bordo e prendere alcuni accorgimenti come, per esempio, «non portare con sé oggetti di valore, catene al collo, denaro e orologi al polso», si raccomanda il vicepresidente della cooperativa Roberto Palombo. «Per quanto mi riguarda, d'ora in poi mi rifiuto di far salire gente sospetta - dice il tassista Simone Paolini - dalla descrizione del rapinatore, che coincide con le quattro rapine avvenute negli ultimi tempi, si tratterebbe d'una persona d'origine magrebina...». «Lavorando molto con gli extra-comunitari siamo molto in tensione - aggiunge Andrea Colpiti - anche se finora Prato è sempre stata una piazza tranquilla». A proposito delle telecamere della stazione, Milone ci tiene a precisare che «sono di proprietà delle Ferrovie e che l'amministrazione ha provveduto a suo tempo a fornire le fibre ottiche». Barbara Burzi
Nonostante siano sotto gli occhi di tutti infatti non sono mai state messe in funzione. «Lo abbiamo scoperto in questo frangente quando uno dei nostri colleghi rapinati ha chiesto di poter rivedere la registrazione del momento in cui ha fatto salire il rapinatore - dichiara il presidente della cooperativa dei tassisti pratesi Gianni Bonamici - ma non è stato possibile perché le telecamere erano spente e vogliamo sapere il perché. Se fossero sempre accese come dovrebbero, a quest'ora, forse, l'avrebbero già identificato».
Adesso però il rischio più alto è che il servizio possa saltare: «Non possiamo più garantire la copertura totale del servizio - conferma Bonamici- alcuni colleghi, scossi per quanto sta succedendo, hanno interrotto il turno di notte, arrivano più tardi la mattina e smontano prima che faccia sera. D'altronde non posso nemmeno obbligarli se hanno paura». Per metterlo a conoscenza della situazione, il presidente della categoria ha fissato per domani un incontro con l'assessore alle Attività produttive Roberto Caverni a cui fa riferimento la cooperativa. «La situazione è drammatica - continua- se non verranno presi al più presto dei provvedimenti».
Un gruppetto di tassisti, ieri, faceva capannello davanti alla stazione centrale per parlare di questo problema e ricostruire la dinamica dei fatti che grosso modo è sempre la stessa. Si discute soprattutto di come risolvere l'emergenza sicurezza. Bonamici nei giorni scorsi ha incontrato l'assessore alla Sicurezza urbana Aldo Milone per esprimere la preoccupazione di tutta la categoria formata da 32 tassisti, più altri due a conduzione familiare. «L'assessore ha accolto la nostra richiesta di installare le telecamere su tutte le auto con gprs a bordo collegato con la centrale per localizzare la macchina del conducente in caso di pericolo - spiega - ma il costo è alto e pertanto è necessario un contributo economico da parte del Comune senza il quale non saremmo in grado di sostenere la spesa. L'iter burocratico è ancora lungo e non credo che arriverà una risposta prima di 2-3 mesi».
Gli operatori, nel frattempo, non possono far altro che prestare attenzione a chi fanno salire a bordo e prendere alcuni accorgimenti come, per esempio, «non portare con sé oggetti di valore, catene al collo, denaro e orologi al polso», si raccomanda il vicepresidente della cooperativa Roberto Palombo. «Per quanto mi riguarda, d'ora in poi mi rifiuto di far salire gente sospetta - dice il tassista Simone Paolini - dalla descrizione del rapinatore, che coincide con le quattro rapine avvenute negli ultimi tempi, si tratterebbe d'una persona d'origine magrebina...». «Lavorando molto con gli extra-comunitari siamo molto in tensione - aggiunge Andrea Colpiti - anche se finora Prato è sempre stata una piazza tranquilla». A proposito delle telecamere della stazione, Milone ci tiene a precisare che «sono di proprietà delle Ferrovie e che l'amministrazione ha provveduto a suo tempo a fornire le fibre ottiche». Barbara Burzi
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