Il presidio
Scende il gradimento di un sindaco che promise di parlare a tutta la città
Massimo Carlesi capogruppo Pd in Consiglio comunale
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Se qualcuno nutriva ancora qualche dubbio sull'impopolarità del sindaco Roberto Cenni ne ha avuto la riprova. Il sondaggio eseguito da Ipsos e pubblicato sul "Sole 24 Ore" offre alcune indicazioni sullo scenario politico locale. In primo luogo i pratesi interpellati preferiscono di gran lunga le politiche rigorose sulla legalità, ma al tempo stesso aperte all'integrazione del presidente della Provincia Lamberto Gestri rispetto alla politica da Grande Fratello di Cenni fatta di litigi, vicende personali e pochi fatti concreti. Di conseguenza, a circa un anno e mezzo dalla sua elezione, il sindaco fornisce l'immagine non di un esponente al di là degli schieramenti, bensì di un uomo privo dell'apprezzamento dei cittadini nonché dell'appoggio genuino da parte della sua stessa maggioranza, che si sta sfilacciando in ogni versante con richieste, minacce e ultimatum degni del peggior governo della Prima Repubblica. Questo è il fallimento principale di Cenni reso ancora più grande se si pensa che nel suo discorso di insediamento a inizio legislatura aveva promesso di rivolgersi all'intera città. Così non è stato, anzi, le politiche della giunta si sono indirizzate sempre verso segmenti minoritari della città non generando risultati condivisi dalla cittadinanza. In particolar modo pesa che il sindaco imprenditore sia stato del tutto inadeguato ad alleviare le sofferenze della crisi del distretto; anzi le ha personalmente aggravate procedendo con la sua amministrazione senza un'idea vera per restituire a Prato la speranza di un futuro di sviluppo. Accerchiato dalla maggioranza e non apprezzato dai pratesi Cenni va progressivamente incarnando quel modello di sindaco di se stesso, un esempio di primo cittadino ad personam che si regge sulla sua sola personale fiducia.
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