Il Tirreno

Prato

Swap, nessun intento calunnioso negli atti a tutela del Comune

Riccardo Mazzoni coordinatore Pdl e deputato
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Riccardo Mazzoni coordinatore Pdl e deputato

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L'onorevole Antonello Giacomelli e l'ex sindaco Fabrizio Mattei, dopo la delibera di indirizzo approvata dal consiglio comunale sul problema degli Swap, hanno legittimamente difeso la bontà delle scelte delle giunte di allora di convertire i precedenti mutui a tasso fisso del 6,9% facendo ricorso ai derivati e impiegando, a loro dire, le risorse ottenute solo per migliorare la vita dei cittadini. I due alti esponenti del Pd attribuiscono intenti calunniosi del tutto inesistenti alla attuale giunta e ai consiglieri di maggioranza che hanno unanimemente approvato, con l'astensione della minoranza, le linee di indirizzo da attuarsi a tutela dell'integrità del patrimonio comunale.  La questione cruciale non riguarda tanto la scelta degli Swap, ma i tempi e le modalità attraverso cui si è ritenuto di attuarle, a partire dalla selezione dell'advisor. Su questo punto e sul fatto obiettivo del conflitto di interessi rilevabile in capo alla multinazionale Dexia Crediop spa, nella sua duplice figura di advisor e di banca che, negli anni dal 2001 al 2006, ha seguito eppoi sottoscritto i sei contratti di Swap con il Comune di Prato, non ci sono commenti da fare. Ricordiamo che è stata accertata la totale mancanza, negli atti del Comune, dei contratti di swap, compreso quello stipulato nel 2006 e in essere fino al 2026. Noi ci siamo limitati ad esporre dati ed elementi di valutazione contenuti nella relazione richiesta ad Ifel, in riferimento ai vari contratti di swap, compreso quello in essere, che presentano profili di criticità per costi impliciti addebitati al Comune in violazione dell'art. 41 della legge finanziaria 448/2001 oltreché per un valore negativo di circa 5,5 milioni di euro, già pagato dal Comune nelle di ristrutturazioni dei precedenti contratti con Dexia. E' a nostro parere doveroso rilevare che il Comune, in violazione delle disposizioni vigenti, non risulta essere stato a suo tempo avvertito dei rischi connessi a queste operazioni.  Di certo, lo swap 2006 è stato predisposto in modo tale da non consentire al Comune di poter usufruire, nel lungo termine, della prevedibile fase di riduzione dei tassi, iniziata già dall'ottobre 2008. Le relazioni peritali indicano che ponendo il limite di fluttuazione inferiore del collar al 3,80, anziché, al 4,80 il Comune avrebbe potuto risparmiare 14 milioni di interessi. Intanto, nel 2010 gravano sul bilancio comunale interessi passivi per circa 1,8 milioni che diventeranno 6 milioni di euro, per il prossimo triennio, con un'analoga previsione di spesa per il prossimo decennio.  Un autentico salasso per il bilancio e una forte limitazione degli interventi delle amministrazioni future a sostegno dei cittadini. Riccardo Mazzoni Vittorio Lana coord. provinciale Pdl

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