Il Tirreno

Prato

La profumeria è in dirittura d'arrivo «Speriamo di arrivarci, ma qui è dura»

Ma.La.
Teresa Guarducci nel negozio di profumeria
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Teresa Guarducci nel negozio di profumeria

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 PRATO. In principio era la saponeria che fondò Attilio Guarducci nel 1914. Oggi c'è la profumeria che portano avanti Teresa Cripezi e il figlio di Riccardo Guarducci: con loro siamo giunti ormai alla quarta generazione, cui mancano tre anni per soffiare la centesima candelina.  «Speriamo di arrivarci», confessa con pizzico di scaramanzia Teresa, vedova di Riccardo Guarducci, dietro il bancone del negozio di via Firenzuola 41. Questa strada, un po' all'ombra delle rotte del passeggio cittadino in centro, non le piace più, tanto sarebbe diventata deserta e poco animata. «Eppure - ricorda - siamo alle spalle di piazza Duomo, dimenticati dalle amministrazioni di ieri e di oggi».  La butta sul presente la signora Teresa che in profumeria è entrata a lavorare agli inizi degli anni '70 (nel frattempo la saponeria era diventata profumeria nel 1954 con Aldo e Umberto Guarducci, padre e zio di Riccardo). «Questa è una strada morta, si va avanti a fatica, solo per orgoglio. Quando è stato tolto il mercatino in piazzetta del Pesce, quattro anni fa, si è voluto dare un colpo mortale a questa strada. Ho saputo che a primavera rinascerà per volontà di questa amministrazione. Speriamo sia così».  E la titolare lancia una proposta per rianimare via Firenzuola, su cui si affacciano altri negozi ultracentenari (come la polleria "Maccelli"): «Perché non pensare a dei banchini di mercato periodico lungo la strada, anziché concentrarli sempre in piazza delle Bigonge?». Rispetto a quasi un secolo fa, il locale della profumeria è stato rinnovato con un tocco di modernità e una pennellata di viola che forse non rende troppo giustizia ai suoi anni di storia. «Ci hanno rovinato le profumerie dei centri commerciali, le catene della grande distribuzione. Ma io - osserva Teresa - tengo prezzi scontati tanto che spesso i clienti si stupiscono per queste offerte». Fra loro, ce n'è uno di eccellenza che quattro mesi fa è passato da queste parti, in compagnia di una bella ragazza. «E' Giorgio Panariello, aveva bisogno di lamette per la barba. Mi ha promesso che ripasserà quando tornerà a parlare con il sindaco».

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