Bus, stangata sui biglietti ma da febbraio
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Una lam in centro storico3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Chiusa la conferenza di servizio tra Provincia e Comuni sul trasporto pubblico locale che ha affidato a Cap per un mese, fino al primo febbraio cioè, il servizio di bus. Che per tutto gennaio resterà così com'è. Ed è questa una delle novità del piano che riforma "in austerity" il servizio di bus urbano ed extraurbano. La situazione ora è comunque tracciata.
I numeri. A partire ovviamente dai tagli, annunciati e arrivati. Che secondo i calcoli presentati ieri dall'assessore provinciale ai trasporti Antonio Napolitano al collega in Comune, assessore Roberto Caverni e a tutti gli altri rappresentati delle amministrazioni del territorio, sfiorano il 10%, in numeri il Tpl pratese subirà una diminuzione di un milione 380mila euro e spiccioli sui 16 milioni previsti. Taglio consistente ma che consentirà, in particolare a Cap, di riuscire a reggere nel 2011 (in vista della gara nel 2012 per il servizio unico regionale) anche se con riduzioni e aggiustamenti. Confermato il contributo della Provincia al Tpl (un milione 400mila euro) «e vedremo - dice Napolitano - se riusciremo ad aggiungere qualcosa», deliberato anche quello del Comune (un po' meno di due milioni di euro) «anche se - spiega Caverni - i conti finali dovrà farli l'assessore al Bilancio».
Biglietti più costosi. Se per un mese il servizio di bus resterà come è oggi, da febbraio la "musica" cambierà. Non in meglio. La Conferenza dei servizi ha stabilito anche a quanto ammonterà l' aumento di bilietti, abbonamenti e ticket extraurbani. Si tratta di una "stangatina": i biglietti extraurbani che dipendono dalla tratta aumenteranno tutti del 10 per cento. i biglietti urbani del 20%. Questo significa che la corsa semplice che oggi costa un euro, dal primo febbraio costerà un euro e venti centesimi. «C'è da dire però - commenta Napolitano - che le nostre tariffe sono ferme da anni e che si tratta di un riadeguamento necessario vista la fase di difficoltà».
Corse diradate. Più cari i biglietti, più scarso il servizio. Questo accadrà. Fatte salve le corse che servono studenti e lavoratori, al mattino e alla sera, la scure cadrà sulle corse nelle cosiddette "fasce morbide", ovvero quelle corse che hanno un numero basso di utenti e per questo diventano diseconomiche. Si tratta in prevalenza delle corse a metà mattina, a metà pomeriggio, dopo le 21 e nei giorni festivi. Il dettaglio della riorganizzazione verrà fatto in gennaio, ma la frequenza diminuirà consistentemente con la conseguenza che di bus ne passerranno meno: invece di ogni 7 muniti ogni 10, incece di ogni 10 minuti ogni 12 e così via.
Il bus all'ospedale. «Visto che i contributi lo consentono - spiega Caverni - la giunta ha intenzione di andare nella direzione del Tpl approvato mesi addietro e con il quale si istituisce una linea dedicata dalla stazione all'ospedale e al Giovannini. Una riflessione - aggiunge - dovrà essere fatta, con calma, sull'alta frequenza Lam: se non sia il caso in futuro anche per i tagli nei trasferimenti, rimodulare il servizio, mettendo più bus nell'area sud, oggi sprovvista e rallentando il passaggio delle Lam». Di «preoccupazione forte» invece parla il direttore Cap Alberto Banci: «Le ricadute sul servizio saranno forti anche in termini di occupazione».
La questione Firenze. Novità anche nella fasce extraurbane: soppressa la Carmignano-Signa, mantenuta invece la Montepiano-Castiglion dei Pepoli (anche se con corse diradate). Taglio di 200mila euro per il servizio Prato-Firenze (un milione complessivo) «ma sul quale - conclude Napolitano - si dovrà ancora discutere».
I numeri. A partire ovviamente dai tagli, annunciati e arrivati. Che secondo i calcoli presentati ieri dall'assessore provinciale ai trasporti Antonio Napolitano al collega in Comune, assessore Roberto Caverni e a tutti gli altri rappresentati delle amministrazioni del territorio, sfiorano il 10%, in numeri il Tpl pratese subirà una diminuzione di un milione 380mila euro e spiccioli sui 16 milioni previsti. Taglio consistente ma che consentirà, in particolare a Cap, di riuscire a reggere nel 2011 (in vista della gara nel 2012 per il servizio unico regionale) anche se con riduzioni e aggiustamenti. Confermato il contributo della Provincia al Tpl (un milione 400mila euro) «e vedremo - dice Napolitano - se riusciremo ad aggiungere qualcosa», deliberato anche quello del Comune (un po' meno di due milioni di euro) «anche se - spiega Caverni - i conti finali dovrà farli l'assessore al Bilancio».
Biglietti più costosi. Se per un mese il servizio di bus resterà come è oggi, da febbraio la "musica" cambierà. Non in meglio. La Conferenza dei servizi ha stabilito anche a quanto ammonterà l' aumento di bilietti, abbonamenti e ticket extraurbani. Si tratta di una "stangatina": i biglietti extraurbani che dipendono dalla tratta aumenteranno tutti del 10 per cento. i biglietti urbani del 20%. Questo significa che la corsa semplice che oggi costa un euro, dal primo febbraio costerà un euro e venti centesimi. «C'è da dire però - commenta Napolitano - che le nostre tariffe sono ferme da anni e che si tratta di un riadeguamento necessario vista la fase di difficoltà».
Corse diradate. Più cari i biglietti, più scarso il servizio. Questo accadrà. Fatte salve le corse che servono studenti e lavoratori, al mattino e alla sera, la scure cadrà sulle corse nelle cosiddette "fasce morbide", ovvero quelle corse che hanno un numero basso di utenti e per questo diventano diseconomiche. Si tratta in prevalenza delle corse a metà mattina, a metà pomeriggio, dopo le 21 e nei giorni festivi. Il dettaglio della riorganizzazione verrà fatto in gennaio, ma la frequenza diminuirà consistentemente con la conseguenza che di bus ne passerranno meno: invece di ogni 7 muniti ogni 10, incece di ogni 10 minuti ogni 12 e così via.
Il bus all'ospedale. «Visto che i contributi lo consentono - spiega Caverni - la giunta ha intenzione di andare nella direzione del Tpl approvato mesi addietro e con il quale si istituisce una linea dedicata dalla stazione all'ospedale e al Giovannini. Una riflessione - aggiunge - dovrà essere fatta, con calma, sull'alta frequenza Lam: se non sia il caso in futuro anche per i tagli nei trasferimenti, rimodulare il servizio, mettendo più bus nell'area sud, oggi sprovvista e rallentando il passaggio delle Lam». Di «preoccupazione forte» invece parla il direttore Cap Alberto Banci: «Le ricadute sul servizio saranno forti anche in termini di occupazione».
La questione Firenze. Novità anche nella fasce extraurbane: soppressa la Carmignano-Signa, mantenuta invece la Montepiano-Castiglion dei Pepoli (anche se con corse diradate). Taglio di 200mila euro per il servizio Prato-Firenze (un milione complessivo) «ma sul quale - conclude Napolitano - si dovrà ancora discutere».
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