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Lo studio del senatore Pd Stradiotto con stime e proiezioni
Col "federalismo comunale" Prato guadagna 13 milioni
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Piazza del Comune 4 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Il prossimo sarà l'anno del "federalismo comunale". Una rivoluzione dell'imposizione fiscale che inizierà nel 2011 per terminare nel 2014 e che cambierà il rapporto tra Comune e cittadini e tra l'ente pubblico e lo Stato. Va a finire la "finanza derivata", quella cioè dei trasferimenti statali e inizia la fase dell'"autonomia finanziaria" prevista dal decreto legislativo 292 in discussione alla Commissione bicamerale per il federalismo fiscale, che prevede l'applicazione di tributi comunali diretti per un sistema di entrate e di spese autonomo. Fin qui la premessa. Segno più per Prato. Ma cosa cambierà per Comuni e cittadini? Prato e i suoi 185mila abitanti guadagneranno o perderanno dal "federalismo comunale"? Le prime risposte vengono da una ricerca con stime e proiezioni del senatore Pd Marco Stradiotto che ha comparato il nuovo sistema con quello dei trasferimenti 2009-2010. Numeri che però saranno soggetti a forti cambiamenti in relazione ai tagli previsti nel prossimo biennio, non calcolati nello studio. La ricerca. Secondo l'indagine e a numeri bloccati, Prato sarà una di quelle città che dal federalismo fiscale avrà tutto da guadagnare con aumento del gettito da tasse e imposte "devolute" di 72 euro per abitante (da 274 euro procapite col meccanismo attuale dei trasferimenti, a 346 di imposte devolute). Ma non per tutti il segno sarà positivo. Su 92 comuni capoluogo presi in considerazione, 40 saranno penalizzati dall'applicazione del federalismo e 52 invece otterranno benefici. Staranno meglio quei comuni che hanno ridotto al minimo l'evasione delle imposte sulle case, con un buon giro di affitti e che fino ad oggi, grazie soprattutto ad amministrazioni oculate e bilanci in ordine, hanno ricevuto trasferimenti giudicati scarsi e penalizzanti dagli amministratori, ma non sovrastimati. E' il caso di Prato che storicamente soffre di trasferimenti all'osso, ma che da domani probabilmente sorriderà. Tutto parte dalle case. Perchè la futura fiscalità comunale ha come motore proprio le case? Perchè saranno le imposte e le tasse sulle proprietà immobiliari a creare quel forziere grazie al quale la macchina comunale continuerà ad erogare servizi. Nella prima fase, quella che appunto inizierà quest'anno, il provvedimento legislativo prevede che a favore dei Comuni siano devolute l'Irpef nella parte relativa ai redditi fondari, l'imposta di bollo e registro, l'imposta ipotecaria più l'imposta sostitutiva sui canoni che il decreto introduce (si tratta di una novità: i proprietari di appartamenti in affitto possono scegliere se restare col regime ordinario oppure optare per una tassazione nella forma di una cedolare secca del 20% proporzionale che assorbe bollo, registro, addizionali varie). Il super fondo. In pratica il gettito raccolto dal pagamento delle imposte immobiliari andrà ad alimentare un fondo, lo stesso che fino a oggi ha finanziato i trasferimenti agli enti locali. Fondo che avrà un nome particolare, "sperimentale di riequilibrio", formato dalle devoluzioni che poi saranno ripartite tra i comuni ma con criteri ancora da decidere. Il fondo avrà un compito fondamentale: di "coprire" le sperequazioni nel pagamento soprattutto delle imposte di registro e bollo, catastali e ipotecarie, che certamente si verranno a creare tra i diversi comuni. «Per compensare tali forti differenze - è il parere di Stradiotto - sarà necessario prevedere un fondo perequativo molto capiente e questo rischierà di annacquare il federalismo fiscale in quanto resterebbero in vigore dei meccanismi di ripartizione molto simili a quelli degli attuali trasferimenti». I numeri. Vediamo ora i numeri di Prato secondo lo studio del senatore Pd. Come si è detto Prato guadagnerebbe (vedi tabella) dal nuovo sistema impositivo: 23 milioni e 159.116 euro entrerebbero dal pagamento delle imposte di registro e ipotecarie, ai quali si andranno ad aggiungere 40 milioni e 941.896 euro provenienti dalla somma dell'Irpef sui rediti da fabbricati e dominicale con la stima dell'introito proveniente dalla cedolare sugli affitti, per un gettito complessivo di 64milioni 101.012 euro. Considerando 185.091 abitanti il gettito pro-capite arriva a 346 euro contro i 274 attuali calcolati sui trasferimenti 2010, pari a 50 milioni 765.460 euro. Il federalismo comunale darebbe a Prato 13 milioni 335.552 euro in più ogni anno con un aumento percentuale del gettito pari al 26%. In regione. Anche Firenze (più 33% di gettito) uscirebbe col segno più dal sistema del federalismo impositivo, come Grosseto (più 20%), Lucca (più 26%), l'exploit Siena col 68% in più. Uniche città col segno meno: Livorno (-15%) e Pistoia (-10%). Tasse vecchie nomi nuovi. Nella seconda fase della riforma che scatterà nel 2014 gli enti locali dovranno istituire l'Imu, l'imposta municipale propria che assorbirà l'Ici in caso di proprietà di un immobile e l'imposta di registro e ipotecaria in caso di trasferimento di proprietà. Il decreto prevede la possibilità di istituire anche una nuova imposta, l'imposta municipale secondaria facoltativa che sostituirà Tosap, canone di occupazione degli spazi e aree pubbliche, imposta comunale sulla pubblicità e affissioni, canone per installare mezzi pubblicitari, l'addizionale degli enti comunali di assistenza.
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