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Ladri in fuga con la cassaforte

Ladri in fuga con la cassaforte

Nuovo colpo alla Casa del popolo di Coiano. Caccia al basista

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Non c'è davvero pace per la Casa del popolo di Coiano. Ormai è diventata un bersaglio abituale dei ladri che ogni poco tornano a compiere quelle "visite di cortesia" di cui si vorrebbe volentieri fare a meno. Nella notte fra sabato e domenica i ladri sono nuovamente entrati nella Casa del Popolo smurando una cassaforte e portandosela via. All'interno circa 5mila euro. Spariti anche pacchi di sigarette per quasi 2mila euro.

«Dopo il furto del 10 luglio scorso - spiega il presidente della Casa del popolo, Mario Bensi - avevamo cercato di aumentare le già numerose protezioni che abbiamo per difenderci dai ladri. Abbiamo quindi installato una porta blindata a difesa del magazzino. Mai, però, avremmo pensato che i ladri potessero entrare attraverso il condotto dell'impianto di condizionamento».

All'esterno dell'edificio, sul retro del magazzino, c'è infatti una grata che protegge il tubo dell'impianto. Tolta la grata, peraltro murata, i ladri si sono introdotti carponi all'interno del magazzino dove si trovavano due casseforti. Una contenente pochi spiccioli, aperta e ripulita comunque, e un'altra col fondo cassa dei videogiochi. E lì c'erano i 5mila euro. Prelevate anche le scatole con le sigarette che il circolo aveva ritirato proprio sabato mattina. Ora sul furto indagano i carabinieri.

«Ci sono troppe coincidenze - commenta Bensi - e questo rafforza il sospetto che vi sia qualcuno che sia bene informato di quanto avviene all'interno della Casa del Popolo. Sabato sera, per esempio, non c'è stato il ballo liscio. Di solito quando lo organizziamo chiudiamo tardi, verso le 3, e poi alle 5 arriva la ditta delle pulizie. Ci sarebbe stato quindi poco tempo per agire. Invece lo scorso sabato mattina, a causa della nevicata, abbiamo deciso di rinviare la serata danzante».

Il presidente Bensi appare sconsolato. Nel giro di sei mesi il circolo ha subito un danno complessivo di 20mila euro. Una bella batosta. «Ma che cosa possiamo inventarci di più? - si domanda -non siamo mica una banca? L'altra volta i ladri erano stati capaci di disattivare la fotocellula collegata con la questura. Stavolta sono entrati nel magazzino senza però accedere ai locali del circolo perché c'era la porta blindata». Ma era proprio nel magazzino che hanno trovato ciò che cercavano. G.C.

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