Il Tirreno

Prato

Condannato a pagare i danni al fornitore

Il Lanificio Picchi perde anche l'ultima sfida sul "grassello"

Un deposito di pezze
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Un deposito di pezze

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 PRATO. Piero Picchi, titolare dell'omonimo lanificio di via Tempesti a Grignano, ha perso anche l'ultima battaglia sul "grassello" ed è stato condannato a rifondere a un fornitore di materie prime, la Quagli & Fioravanti Trading, 144.000 euro oltre ad altri 19.000 euro per diritti e spese. Così ha deciso il giudice Lucia Schiaretti in una causa civile che si trascinava da ben 7 anni e aveva già visto soccombere il Lanificio Picchi nei confronti di un altro fornitore, la società Bacci Dalmazio.  Col termine "grassello", per i non addetti ai lavori, si definiscono quelle impurità e residui organici presenti nelle fibre di lana che oltre una certa misura ne rendono difficile o impossibile la lavorazione. Nel 2003 Picchi contestò le forniture di tre società sostenendo che per colpa del "grassello" era stato costretto a ritingere centinaia di pezzi. Chiedeva anche i danni, non pochi. Ma i fornitori si opposero e così, col primo è intervenuta una transazione e con gli altri due si è arrivati davanti al giudice, che ha dato ragione ai fornitori. Nel caso della Quaglie Fioravanti, Picchi chiedeva un risarcimento di 126.000 euro ma il giudice ha accolto la tesi dell'avvocato Luciano Tanteri e sarà il Lanificio a dover pagare. P.N.

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