Italia
Ferranti difende Bugetti: «E lanima del Pd, non una delle anime e parla chiaro»
«Accordo possibile se il Comune ritira le delibere contro Consiag»
Cristina Orsini
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Lex segretario Pd Bruno Ferranti 3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. «Penso che Ilaria rappresenti una segretaria di rinnovamento. E credo abbia una dote: la chiarezza, che è una virtù e non un difetto. Sono convinto che la città apprezzi una persona che dice le cose come stanno». Parola di ex segretario Pd Bruno Ferranti, che a suo tempo fece un passo indietro per lasciare correre Ilaria Bugetti nel confronto con Stefano Ciuoffo. Due anime in un partito. «Bisogna lavorare ancora perché la figura di Bugetti si rafforzi in città. La segretaria è una per tutti. E' Bugetti l'anima del Pd, non una delle anime». Ha intenzione di tenere una linea di opposizione dura verso la politica del centrodestra? «Certo. Bisogno ricominciare a parlare dei problemi di Prato e dare atto del fallimento del centrodestra che dopo un anno e mezzo di governo non ha mantenuto nemmeno una delle promesse fatte in campagna elettorale. Non c'è stato sviluppo del lavoro e dell'economia, anzi. La giunta Cenni è stata più impegnata a demolire che ha costruire. Mi riferisco al progetto del polo espositivo, ai soldi persi con il rifiuto di realizzare il centro regionale di protezione civile. Un susseguirsi di atti che hanno come unico significato quello di disfare tutto ciò che il centrosinistra ha fatto». Anche per Consiag secondo lei c'è questa volontà? «Il Pdl ha una posizione idelogica anche sulle partecipate che invece sono aziende ben gestite dal centrosinistra, leader nei settori di competenza, con bilanci in ordine e con la capacità di sviluppare i servizi pubblici. Aziende delle quali essere orgogliosi. In particolare per Consiag sminuirne il ruolo è un danno evidente che si ripercuoterà anche sul Comune di Prato che è il socio di maggioranza relativa». Ferranti lei sostiene che il Pdl ha una posizione ideologiche su Consiag e partecipate. Come giudica, invece, Bugetti che da segretaria Pd vorrebbe gestire la partita delle nomine? «Ha fatto bene Bugetti a prendere di petto la situazione. E non capisco proprio chi oggi la critica, gli stessi che solo qualche tempo fa, in ottobre 2009, quando si consumò il primo strappo tra Comune e Consiag, protestarono perché il partito si era occupato troppo poco proprio delle nomine». E che quindi devono essere di partito? «La segretaria del Pd si deve occupare di tutte le questioni che hanno una rilevanza per la città. In Consiag ci sono molti ruoli: ruolo del partito, dei sindaci soci ma soprattutto dell'assemblea elettiva. Si tratta di ruoli diversi ma complementari e tutti devono concorrere a lavorare meglio e in sintonia nell'interesse della città». Le nomine delle quali ha parlato Bugetti sono nell'interesse della città? «Bugetti è legittimata ad intervenire sugli assetti ma non ha fatto nomi» Che ne pensa della posizione del Comune di Prato sull'azienda? «Se si pensa a Consiag non in maniera ideologica ma come una risorsa, allora bisogna lavorare per un accordo complessivo tra tutti i Comuni che ne fanno parte, compreso quello di Prato». Cosa deve accadere perché questo succeda? «Che il socio di maggioranza relativa ritiri una volta per tutte le delibere contro Consiag. Dopodichè si potrà aprire un tavolo dove trovare un accordo». E perché tutta questa ansia verso i sindaci della piana fiorentina? «Perché si sbagliano di grosso se pensano di escludere dalla discussione sugli assetti futuri dell'azienda i Comuni del centrosinistra dell'area pratese. E' questione di numeri: la piana fiorentina arriva a circa il 30% delle quote, i Comuni pratesi sono al 13,27 e assieme al Comune di Prato che ha oltre il 38%, raggiungono la maggioranza». Quindi è ipotizzabile un accordo tra Comuni del centrosinistra pratesi e il Comune capoluogo? «Dipenderà dalle mosse di Prato. L'ho detto prima». Si può vendere Consiag? «Ho sentito tante bestialità su questo fatto. Lo statuto di Consiag è chiaro: l'unica vendita di quote possibile è ai Comuni soci o enti pubblici terzi. Punto e basta. Se Prato dovesse vendere lo farebbe a enti pubblici estranei all'area pratese».
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