Il Tirreno

Prato

«Ma apriremo i battenti tra pochi mesi»

Il presidente Rinfreschi auspica una scelta sul modello di gestione

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Una delegazione del "tavolo di distretto" (amministratori, rappresentanti di artigiani e industriali, Camera di commercio) ha compiuto venerdì scorso un sopralluogo nel polo tecnologico di Navacchio per verificare le ipotesi di collaborazione col Creaf. «Era nostro interesse - spiega il presidente del Creaf Luca Rinfreschi - conoscere da vicino quella realtà e capire se c'è la volontà di essere nostro partner nella gestione del Creaf. Abbiamo visitato aziende che, lavorando nel distretto del legno, in pochi anni hanno sviluppato fatturati notevoli. Certo potendo contare sul sostegno della Normale di Pisa fare ricerca aiuta molto». Si parla del futuro del Creaf ma la sede, dopo cinque anni di lavori, non è ancora terminata. «I tecnici stanno certificando l'ultimazione dei lavori del primo lotto - chiarisce Rinfreschi - contiamo di poter rendere disponibili questi locali nei primi mesi del 2011. E nel frattempo faremo partire i lavori del 2º lotto che riguarda 2500 metri quadri». Ma chi saranno i primi inquilini? Un tempo si era parlato dell'interessamento di multinazionali come la Microsoft e Hp? «Un anno e mezzo fa chiedemmo delle manifestazioni d'interesse - risponde Rinfreschi - e ottenemmo risposte che avrebbero coperto il 75% della disponibilità degli spazi: so per certo che ancora vi sono aziende e laboratori pronte ad entrarvi. Bisogna però ancora decidere quale tipo di gestione vogliamo, se mista pubblico-privata o tutta pubblica». Il Creaf intende ora partecipare ad un bando europeo per il finanziamento (5 milioni) dell'acquisto degli arredi e delle attrezzature: ma se non si sa ancora chi vi entrerà e per farci cosa? «Alcuni spazi sono già definiti: l'auditorium, la mensa, le sale comuni, il centro di alta formazione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino