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Prato

Tutti gli animali dell'Arca di Tozzi

Tutti gli animali dell'Arca di Tozzi

Nel Centro di Galceti sotto sequestro rettili, uccelli, daini e cinghiali

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PRATO. Una piccola arca di Noè. Nel verbale di sequestro penale preventivo del Centro di scienze naturali di Galceti disposto dal Gip Anita Davia della Procura di Prato ed eseguito dalla Polizia provinciale e dal Corpo Forestale, compare un lungo e dettagliato elenco degli animali censiti all'interno della struttura adibita a ricovero di animali selvatici. Alcuni di questi animali sono stati trasferiti al Centro di recupero uccelli marini (C.r.u.m.a) di Livorno. A voler spaccare il capello in quattro niente da eccepire per i due esemplari di gabbiano reale che al C.r.u.m.a si troveranno benone. Un po' spaesati, forse, il merlo, i rapaci come la poiana e il gheppio, gli uccelli notturni come l'allocco e il barbagianni.

Con loro anche una ballerina bianca, un assiolo, due tortore dal collare, tre esemplari di upupa, un airone guardabuoi, un airone cenerino, e anche due pipistrelli. Farà le valigie anche il picchio verde, simbolo del Centro di scienze naturali di Galceti. Alla gestione Tozzi viene imputata la colpa di averlo alloggiato in una gabbia troppo piccola. «In realtà era la più adatta per un esemplare di questa specie», ha precisato Massimo Calissi, l'ex presidente del Centro. Ma la fauna del Centro di Galceti, sottoposta a sequestro ed ora affidata alle cure del custode giudiziario, il dirigente comunale Lorenzo Frasconi, è molto più varia. Presenti al momento dell'arrivo della Polizia provinciale e del Corpo forestale dello Stato i seguenti animali: sette caprioli, un daino e un cervo. Varie tartarughe acquatiche. Due macachi. Voliere con merli, tortora africana, due gazze, due ghiandaie, due fringuelli, un verdone, uno zigolo nero, un verzellino, due corvi imperiali, cinque pappagallini ondulati, un falco pellegrino, due poiane, un lanario, un tordo bottaccio, due storni, venti pappagalli, un pappagallo Ara araurana e tre esemplari di upupa. Una ventina di tartarughe terrestri. Nel laghetto c'erano quattordici oche selvatiche, diversi germani reali, due cigni neri, un cigno bianco. In due recinti distinti diciassette cinghiali, dieci cervi e trenta daini.

In una gabbia c'era anche un ghiro. Ma l'elenco, all'interno della palazzina del Centro, continua: una tartaruga azzannatrice, otto tartarughe acquatiche, un serpente "Elaphe guttata", un gambero rosso, un pipistrello rossetto, un serpente boa, tre pitoni reali, un pitone moluro. Nell'acquario ci sono due tritoni e molluschi gasteropodi. Un piccolo zoo adesso affidato alle attenzioni delle quattro persone di cui il dirigente Frasconi ha deciso di avvalersi per accudire gli animali. Per gli amici del Centro di scienze naturali, in attesa di conoscere il destino della struttura, è comunque possibile farsi un giro virtuale del parco collegandosi al sito: www.csnprato.it G.C.

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