Il Tirreno

Prato

Si tratta di un'occasione d'oro per l'impiantistica sportiva

Massimo Taiti   presidente Comitato Provinciale Coni
Si tratta di un'occasione d'oro per l'impiantistica sportiva

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In merito al dibattito che in questi giorni ha occupato le pagine dei giornali sulla cittadella "viola" da costruire sul territorio comunale di Prato (ma perché non la vogliamo chiamare con il suo vero nome: "cittadella dello sport"), vorrei esprimere, a nome del Comitato Provinciale Coni di Prato, alcune considerazioni. In primis non possiamo che partire dalla presentazione del nostro piano di adeguamento e sviluppo dell'impiantistica sportiva avvenuta nel settembre del 2009 e commissionatoci da Roberto Cenni già prima di essere eletto sindaco.  In quella occasione, oltre che segnalare nel suo complesso le condizioni di criticità e di inadeguatezza dell'impiantistica, avevamo posto l'accento sulla necessità di rilanciare gli investimenti con proposte di respiro strategico e tra queste avevamo indicato l'obiettivo della realizzazione della Cittadella dello Sport.  Ben venga dunque la riapertura del dibattito su questi temi e quindi anche soltanto per questo dovremmo ringraziare l'onorevole Riccardo Mazzoni per aver lanciato la prima pietra nello stagno.  Ritengo che in una visione unitaria di qualificazione e sviluppo dell'impiantistica sportiva non possa certo mancare, come ambito di intervento di più ampio respiro progettuale, un capitolo espressamente dedicato alla problematica degli impianti sportivi di livello superiore su scala metropolitana o regionale. Forse è questo il campo in cui sono, per certi versi, più fortemente avvertite le carenze da parte della nostra comunità (stadio, palazzetto dello sport, piscina olimpica, ciclodromo, pista d'atletica e ancora molti altri che non sto qui ad elencare), ovvero la mancanza di strutture su scala urbana e metropolitana che meglio rappresentino l'immagine sportiva di una comunità. Quindi non è da disprezzare l'idea di realizzare un moderno insediamento sportivo polivalente in grado di ospitare oltre che le attività legate al calcio anche altre e molteplici discipline sportive.  E' ovvio che per la realizzazione di un obiettivo così ambizioso si rivelerà indispensabile il ricorso alla collaborazione di soggetti privati (e quindi perché escludere la presenza del gruppo Della Valle?) in grado di mettere a disposizione mezzi e finanziamenti capaci di consentire la realizzazione di nuovi e moderni impianti sportivi utili anche per ospitare eventi di livello internazionale e per incentivare così il turismo sportivo. In considerazione dell'attuale crisi della finanza pubblica si dimostra sempre più indispensabile ricorrere all'intervento economico e finanziario dei privati per rilanciare quello di cui c'è maggiormente bisogno. In questa prospettiva, ed in considerazione delle ricadute di carattere economico indotte dalla realizzazione della cittadella dello sport è da considerare con attenzione il contributo, di segno sicuramente positivo, che il turismo sportivo può dare al rilancio economico e sociale di Prato.  E' in questo quadro che va posta la questione della cittadella "viola" che a questo punto perderebbe il connotato di appartenenza ad una sola coloritura (il "viola") ed acquisterebbe bensì una valenza ed una portata di interesse più generale, divenendo tout court la "cittadella dello sport" nella prospettiva di superare quei residui di campanilismo che caratterizzano ancora oggi la nostra cultura politica sportiva e non.  Si pone, a questo punto, la questione della localizzazione. La recente presentazione delle nuove linee del piano strutturale e le dichiarazioni di disponibilità avanzate dall'assessore all'urbanistica Gianni Cenni sembra che vadano nella direzione giusta che tra l'altro anche in questo caso era già stata prospettata nell'ambito del Piano di sviluppo dell'impiantistica presentato dal Coni Provinciale. Già in quella sede infatti si avanzava l'ipotesi della collocazione della cittadella dello sport lungo l'asse urbanistico che conduce a Firenze e che dunque presenta tutti i requisiti per essere una proposta di interesse metropolitano. Dunque non un cittadella dello sport di appartenenza puramente municipale bensì una cittadella di "appartenenza" metropolitana (Firenze-Prato-Pistoia) al servizio dell'intera Toscana centrale. Prato è una città che è troppo cresciuta in termini quantitativi ma troppo poco in termini di qualità di servizi ed in primo luogo per quanto riguarda il suo sistema sportivo. La città aspetta da anni il necessario adeguamento delle sue strutture ed il necessario riequilibrio delle funzioni.

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