Il presidio
MAZZONI, PDL
«Lo stile stalinista della segretaria Pd che nega gli errori»
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Riccardo Mazzoni, coordinatore Pdl risponde al segretario Pd Ilaria Bugetti. «Noto con dispiacere, ma non certo con sorpresa - scrive in una nota - che la nuova segreteria del Pd ha inziato il suo mandato in perfetto stile stalinista: negare i propri errori, con evidente sprezzo del ridicolo, e demonizzare gli avversari politici mettendoli alla gogna sui manifesti, come pare venga fatto nei confronti del coordinatore nazionale del Pd indicandolo al popolo come "indagato". Una sortita forcaiola e di cattivo gusto, visto che indagato non significa condannato, come dimostra la lunga e dolorosa vicenda di Tangentopoli». «Un po' di prudenza forse non guasterebbe - aggiunge - anche se non c'è aspettarsi nulla di diverso da chi ha scelto come alleato strategico Di Pietro. Ma riempire Prato di manifesti sulla polemica tra Verdini e il Quirinale è solo il vano tentativo di gettare una cortina fumogena su quanto sta emergendo in queste settimane, e cioè il conto pesantissimo che i cittadini stanno pagando per la gestione clientelare dei soldi pubblici fatta dalle giunte di sinistra, che avevano trasformato il Comune nel bancomat delle società partecipate». E ancora: «Se il neosegretario del Pd ritiene davvero che sia sufficiente affermare che l'inchiesta di Panorama sulle partecipate sia "pura diffamazione", senza dare altre spiegazioni, si sbaglia di grosso. Noi abbiamo cominciato un'operazione di trasparenza e andremo fino in fondo. E non è che l'inizio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google