Meteo
Sequestrato il Centro di Scienze naturali di Galceti: "Maltrattamenti sugli animali e altri gravi abusi"
◗
Accusati: Gilberto Tozzi e la moglie Deanna nel centro di GalcetiSigilli alla struttura per animali selvatici ed esotici famosa in tutta Italia. Accusati il direttore e altre tre persone. Lui si difende: "È tutta una macchinazione contro di noi"
3 MINUTI DI LETTURA
Il Centro di scienze naturali di Galceti (Prato) trasformato - secondo l'accusa - in un luogo dove gli animali venivano maltrattati. Per questo è stato sequestrato dalla procura di Prato. Le accuse sono: maltrattamenti verso gli animali, esercizio abusivo della professione veterinaria, possesso di armi e munizioni non denunciate, attività venatoria illegale. I destinatari sono Gilberto Tozzi, direttore del Centro, e ad altre tre persone, tra cui la moglie Deanna e il figlio Saverio.
LE ACCUSE
«Un'inchiesta dolorosa», l'ha definita il procuratore Piero Tony, ricordando l'affetto e il rispetto che circondano il Centro. «Per questo siamo andati con i "piedi di piombo" affidando le indagini a Polizia Provinciale e Corpo Forestale. E le accuse si sono rivelate fondate». L'indagine era partita dalle segnalazioni di alcuni volontari. Il Centro di Scienze Naturali è noto in Toscana e in Italia per il suo lavoro di tutela delle specie animali e per l'esperienza nel recupero degli animali selvatici feriti o di specie esotiche ritrovate nel territorio. Durante la perquisizione sono stati trovati mangimi per animali ritenuti non idonei, rondelle di liquirizia e merendine, spesso scadute, insieme a medicinali non per uso veterinario. Accertata la presenza di cinque trappole, azionabili dall'ufficio e dalla casa del direttore che gli inquirenti ipotizzano fossero usate illegalmente per piccoli volatili, ipotesi suffragata anche dal ritrovamento di 240 storni con la testa spaccata all'interno di congelatori.
Sequestrate anche due carabine, una modificata con l' aggiunta di una pila elettrica per l'utilizzo notturno, e 113 munizioni a palla non denunciate. Nel Centro sarebbe stato evidenziato un generale degrado oltre alla mancata denuncia di animali esotici. Dopo il sequestro, rapaci e rettili sono stati portati in un'altra struttura, mentre gli animali non trasportabili come gli ungulati sono passati alle cure dirette del Comune, unico socio della Fondazione.
LA DIFESA DI TOZZI
Ma Gilberto Tozzi respinge tutte le accuse: «L'indagine è frutto di una macchinazione maturata negli ambienti professionali che mira a togliere a Galceti l'incarico di Centro regionale per il recupero della fauna selvatica e forse anche a me la carica di direttore». «Bibite gasate e merendine come mangime per gli animali? Occasionalmente può essere successo di mescolarli nel pastone. Ma avete presente cosa mangiano i cinghiali?», continua il direttore. «Accusare proprio me di maltrattamenti di animali... anche le trappole devono essere spiegate: sono contro i topi, così come le carabine. I topi sono un flagello. Per quanto riguarda quella dentro cui hanno trovato gli storni, si tratta di un sistema di cattura selettiva, proprio contro questi uccelli che creano grossi danni all'ecosistema originale. Alcuni li rilasciamo, altri invece vengono uccisi e utilizzati per nutrire rapaci e rettili. E in caso di animali malati c'è il nostro veterinario». «Aspetto di essere convocato dal magistrato, ma chiederemo subito il dissequestro almeno delle zone che non rientrano nell'inchiesta, come il Planetario».
CONTRIBUTI PUBBLICI
Il Centro di Scienze Naturali di Galceti è stato fondato da Tozzi nel 1967. Ha come unico socio il Comune di Prato. Il direttore viene nominato dal cda e da 43 anni la carica è ricoperta da Gilberto Tozzi. Al Centro arrivano circa 2.600 animali all'anno dalla regione e dal resto di Italia. Per tale incarico riceve un finanziamento annuo, che nel 2009 è stato di 100.000 euro.
LE ACCUSE
«Un'inchiesta dolorosa», l'ha definita il procuratore Piero Tony, ricordando l'affetto e il rispetto che circondano il Centro. «Per questo siamo andati con i "piedi di piombo" affidando le indagini a Polizia Provinciale e Corpo Forestale. E le accuse si sono rivelate fondate». L'indagine era partita dalle segnalazioni di alcuni volontari. Il Centro di Scienze Naturali è noto in Toscana e in Italia per il suo lavoro di tutela delle specie animali e per l'esperienza nel recupero degli animali selvatici feriti o di specie esotiche ritrovate nel territorio. Durante la perquisizione sono stati trovati mangimi per animali ritenuti non idonei, rondelle di liquirizia e merendine, spesso scadute, insieme a medicinali non per uso veterinario. Accertata la presenza di cinque trappole, azionabili dall'ufficio e dalla casa del direttore che gli inquirenti ipotizzano fossero usate illegalmente per piccoli volatili, ipotesi suffragata anche dal ritrovamento di 240 storni con la testa spaccata all'interno di congelatori.
Sequestrate anche due carabine, una modificata con l' aggiunta di una pila elettrica per l'utilizzo notturno, e 113 munizioni a palla non denunciate. Nel Centro sarebbe stato evidenziato un generale degrado oltre alla mancata denuncia di animali esotici. Dopo il sequestro, rapaci e rettili sono stati portati in un'altra struttura, mentre gli animali non trasportabili come gli ungulati sono passati alle cure dirette del Comune, unico socio della Fondazione.
LA DIFESA DI TOZZI
Ma Gilberto Tozzi respinge tutte le accuse: «L'indagine è frutto di una macchinazione maturata negli ambienti professionali che mira a togliere a Galceti l'incarico di Centro regionale per il recupero della fauna selvatica e forse anche a me la carica di direttore». «Bibite gasate e merendine come mangime per gli animali? Occasionalmente può essere successo di mescolarli nel pastone. Ma avete presente cosa mangiano i cinghiali?», continua il direttore. «Accusare proprio me di maltrattamenti di animali... anche le trappole devono essere spiegate: sono contro i topi, così come le carabine. I topi sono un flagello. Per quanto riguarda quella dentro cui hanno trovato gli storni, si tratta di un sistema di cattura selettiva, proprio contro questi uccelli che creano grossi danni all'ecosistema originale. Alcuni li rilasciamo, altri invece vengono uccisi e utilizzati per nutrire rapaci e rettili. E in caso di animali malati c'è il nostro veterinario». «Aspetto di essere convocato dal magistrato, ma chiederemo subito il dissequestro almeno delle zone che non rientrano nell'inchiesta, come il Planetario».
CONTRIBUTI PUBBLICI
Il Centro di Scienze Naturali di Galceti è stato fondato da Tozzi nel 1967. Ha come unico socio il Comune di Prato. Il direttore viene nominato dal cda e da 43 anni la carica è ricoperta da Gilberto Tozzi. Al Centro arrivano circa 2.600 animali all'anno dalla regione e dal resto di Italia. Per tale incarico riceve un finanziamento annuo, che nel 2009 è stato di 100.000 euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
