Il Tirreno

Prato

La famiglia nomade che nessuno vuole «Ma noi paghiamo»

Alessandra Agrati
In alto Djulia Ahmetovic sopra rifiuti
◗
In alto Djulia Ahmetovic sopra rifiuti

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La storia della famiglia di Djula Ahmetovic è il soggetto che crea tensioni fra Dante Mondanelli e i presidenti delle Circoscrizioni Nord e Ovest. L'assessore ha più volte chiesto aiuto ai quartieri per trovare una soluzione abitativa dignitosa, ma per ora nessuno ha dato la propria disponibilità. Djula Ahmetovic è bosniaca e vive a Prato da quasi quarant'anni.  Djula ha quattro figli di cui Patrizia di 36 anni, nata a Prato, e un nipote di 15 anche lui cittadino italiano, che ora vivono in viale Marconi, a lato del campo nomadi dei Sinti (i rapporti con questa etnia sono molto tesi), in una roulotte senza attacchi del gas, dell'acqua e della corrente, tutto intorno una grande desolazione fatta di rottami abbandonati, gomme di biciclette e fango. 

«Il Comune nel 2006 ci ha dato un appartamento in via Bologna 346 dove per due anni abbiamo vissuto in otto persone - spiega - poi improvvisamente ci è arrivato lo sfratto e abbiamo dormito per un mese in un parcheggio a Santa Lucia, infine siamo tornati qui perché il permesso di sostare era scaduto, ma le condizioni igienico sanitarie sono tragiche, eppure i pozzetti ci sono, basta poco per fare l'allacciamento». Secondo Mondanelli, invece, la questione va posta in altri termini. «In via Bologna la casa è stata distrutta - spiega - Già la giunta precedente aveva predisposto lo sfratto, io l'ho reso esecutivo. Stiamo cercando una soluzione, ma non è facile anche perché la famiglia dichiara una busta paga di 700 euro, prima di loro ci sono famiglie in condizioni economiche peggiori; io valuto secondo un criterio oggettivo». Djula Ahmetovic racconta anche che ha problemi di salute; è stata operata a un ginocchio e ora attende la seconda operazione: «Non posso passare la convalescenza in un posto dove non c'è neppure l'acqua per cucinare; siamo costretti a raccogliere quella piovana perché nessuno è disposto ad aiutarci».

Anche in questo caso i dati forniti dall'assessore sono completamente diversi: «Ho visto le cartelle cliniche e da medico posso affermare che la signora ha i disturbi tipici della sua età, niente di più».  La famiglia Ahmetovic pur di avere una sistemazione dignitosa dichiara di essere in grado di pagare un contributo per l'affitto: «In base alle nostre entrate - spiega Djula - siamo pronti a pagare quanto dovuto per l'affitto o se restiamo qui le bollette per le utenze».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web