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Sequestrati 50 falsi d'autore
Paolo Nencioni
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Una delle opere di Kandinsky contraffatte Denunciati due noti collezionisti. L'accusa: li spacciavano per veri
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PRATO. Due noti collezionisti pratesi di arte contemporanea, Paolo Tatti e Alessio Sanesi di 66 e 57 anni, sono stati denunciati dal Nucleo dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Firenze con l'accusa di aver detenuto e messo in commercio 50 opere contraffatte di una serie di artisti del calibro, tra gli altri, di Modigliani, Morandi, Picasso, Kandinsky, Sironi e Appel. Quadri che secondo una stima degli investigatori potevano fruttare circa due milioni di euro. Le indagini dei carabinieri di Firenze, cui hanno collaborato anche i colleghi di Prato, è iniziata il 30 giugno, quando un collezionista fiorentino si è rivolto al Nucleo specializzato nella tutela del patrimonio culturale per togliersi un dubbio che lo assillava. Il fiorentino ha detto di aver recentemente acquistato dai due pratesi otto opere contemporanee e voleva accertare se si trattasse di quadri rubati. I carabinieri hanno appurato che nessuno aveva denunciato il furto di quelle opere, ma loro stessi hanno avuto subito fortissimi dubbi sulla loro autenticità. E così hanno contattato le diverse fondazioni intestate agli artisti, che hanno confermato la falsità di tutti gli otto quadri, che sono stati sequestrati. A questo punto, ovviamente, si è deciso di risalire ai venditori e la Procura di Prato ha firmato due mandati di perquisizione a carico di Tatti e Sanesi. All'interno delle rispettive abitazioni, a Mezzana e accanto al Museo del tessuto, lo scorso 6 luglio i carabinieri hanno sequestrato altri 29 quadri secondo l'accusa contraffatti, corredati da fotografie professionali e pronti per essere venduti. Una settimana più tardi, il 12 luglio, è stato lo stesso Paolo Tatti, ex commerciante di materie prime tessili, a consegnare ai carabinieri altri 13 presunti falsi d'autore, tra cui anche Cezanne, Klee, Derain, Boccioni e Soffici. Secondo quanto riferiscono i carabinieri, le 50 opere erano state acquistate a pochi euro dai due collezionisti pratesi come riproduzioni per arredamenti. Vista l'ottima fattura dei dipinti, però, i due avrebbero deciso di metterli in commercio come autentici, ma senza passare per gallerie o venditori del settore. Secondo gli inquirenti avrebbero fatto così per evitare i controlli delle fondazioni. E i carabinieri del Nucleo che ha sede a Palazzo Pitti colgono l'occasione per dare qualche consiglio anti-truffa: verificare sempre che l'opera sia corredata dai certificati di autenticità o provenienza, acquistare con fattura con descrizione dell'opera, fare verifiche agli archivi o alle fondazioni, rivolgersi a venditori inseriti da tempo sul mercato, diffidare dell'"affare", diffidare di expertise forniti da persone che non abbiano titolo a farlo, informarsi sull'opera dell'artista e sui riferimenti accreditati, seguire il mercato e le quotazioni, evitare intermediari che non fanno parte del settore ufficiale.
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