Il Tirreno

Prato

Via Ciulli. Acquisiti altri documenti in Comune e nominato un consulente. Caverni: «Colpa del Vella»

Il magistrato lascia l'inchiesta

Paolo Nencioni
Il recupero dell’auto delle tre donne morte nel sottopasso di via Ciulli
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Il recupero dell’auto delle tre donne morte nel sottopasso di via Ciulli

Ragioni di opportunità: il sostituto è sorella del presidente dell'Asm

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 PRATO. E' ancora senza indagati l'inchiesta della Procura sulla morte delle tre donne cinesi annegate martedì scorso nel sottopasso allagato di via Ciulli, ma gli inquirenti continuano a raccogliere elementi per arrivare a stabilire le eventuali responsabilità.  Anche ieri la polizia municipale ha acquisito atti amministrativi negli uffici comunali e tutta la documentazione è sulla scrivania del procuratore capo Piero Tony, perché la novità di giornata è che il sostituto procuratore Laura Canovai, fino a ieri titolare delle indagini, ha preferito farsi da parte. Una questione di opportunità: il fratello Alessandro è presidente dell'Asm e anche se finora non è emerso alcun ruolo della municipalizzata nella gestione o manutenzione del sottopasso, il magistrato ha pensato fosse meglio evitare potenziali conflitti d'interesse. Una dimostrazione di correttezza, insomma.  Dunque per ora sarà il procuratore capo Tony a condurre le indagini, fin quando non deciderà di affidare il fascicolo a un altro sostituto. Intanto è stato nominato un consulente tecnico che per una decina di giorni approfondirà le questioni idrauliche e idrogeologiche della zona di via Ciulli, prima di tirare le fila insieme alla Procura. Due i terreni su cui si lavora, quello della progettazione e quello della manutenzione. In altre parole, bisogna capire se quel sottopasso fosse sbagliato già in partenza, se non costituisca una specie di "tappo" per le acque di fossi e gore che da nord viaggiano verso Galciana. In secondo luogo che la manutenzione dell'impianto di sollevamento dell'acqua nel sottopasso abbia funzionato correttamente.  Su questo per ora non è di grande aiuto l'assessore ai Lavori pubblici Roberto Caverni. «Le competenze ancora non sono state individuate - dice l'assessore - Un tempo quel sottopasso dipendeva dall'assessorato all'Ambiente, poi ci sono state competenze di Consiag, Gida e Publiacqua. Negli ultimi anni è successo un po' di tutto, non è facile capire. Faccio un esempio: sulle caditoie ha competenza l'Asm per la pulizia in superficie e Publiacqua per quella dentro il pozzetto».  «La verità - aggiunge l'assessore - è che nel sottopasso di via Ciulli lunedì notte è arrivato un fiume, probabilmente il torrente Vella che ha straripato nel tratto in cui corre a cielo aperto. Su questo la competenza dovrebbe essere di Publiacqua. Le pompe idrovore hanno una potenza limitata e non ce l'avrebbero mai fatta a togliere tutta quell'acqua».  Sta di fatto che probabilmente erano ferme, lo dovrà confermare l'inchiesta. Intanto all'assessore non risulta che siano state fatte verifiche tecniche su altri sottopassi cittadini, come invece è stato fatto in altri comuni della regione.  «Non ho problemi ad assumermi le mie responsabilità - dice Caverni - ma io da quel sottopasso non c'ero nemmeno mai passato».

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