Italia
Oggi l'assemblea dei soci di Cariprato
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PRATO. E' fissata per oggi l'assemblea straordinaria dei soci di Cariprato per proseguire nell'iter del progetto di fusione per incorporazione con la Banca Popolare di Vicenza. Il consiglio di amministrazione e il consiglio d'indirizzo della Fondazione Cariprato hanno dato mandato al presidente Ferdinando Albini di astenersi. La Fondazione, lo ricordiamo, detiene l'8% delle azioni di Cariprato, il restante 92% è tutto nelle mani della Bpvi. Un'astensione che consentirà alla Fondazione di disporre di ulteriore tempo, una quindicina di giorni, per pronunciarsi sulla modalità di cessione della propria quota. In realtà l'assemblea dei soci e il consiglio d'indirizzo si sono già espressi per una scelta precisa: la cessione dell'8% dovrà avvenire attraverso una vendita e non tramite il concambio (azioni della Bpvi in cambio delle azioni Cariprato). Nelle casse delle Fondazione finiranno così 33 milioni e 400mila euro in contanti anziché 33 milioni e 900mila euro in azioni Bpvi come promesso dal presidente del gruppo Bpvi Giovanni Zonin. Una scelta sembra dettata dall'incertezza del futuro prezzo della quota di azioni Bpvi (0,79%) che la Fondazione Cariprato sarebbe destinata a cedere entro un anno visto che in base alla legge non può detenere più dello 0,50%. Inoltre è opinione diffusa all'interno della Fondazione che i rapporti con la Bpvi non verrebbero incrinati dalla decisione di rifiutare il concambio e che il peso specifico di Prato all'interno del gruppo vicentino resterebbe uguale. E questo perché la percentuale, di fatto, domani, come oggi, rimarrebbe sempre dello 0,50%. Oltrettutto, come viene fatto notare, la scelta di vendere l'8% rientrerebbe nell'ottica della diversificazione del rischio, la strada maestra per le fondazioni. In secondo piano, a quanto pare, anche la possibilità di perdere un rappresentante pratese all'interno del consiglio d'amministrazione del gruppo Bpvi. Uno "zuccherino" che il presidente Zonin aveva fatto balenare come "auspicio". Più convincente, visto l'orientamento all'interno degli organi della Fondazione, l'ipotesi di vendere l'8% e reinvestire il ricavato in modo tale da ottenere utili da far ricadere sul territorio pratese. G.C.
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