Coltivare l'orto senza la zappa
Alessandra Agrati
◗
Alcuni dei partecipanti allorto sinergico di Savignano A Savignano sono le galline a dissodare e concimare il terreno
2 MINUTI DI LETTURA
VALDIBISENZIO. Un orto condiviso da tante persone coltivato senza né aratro né zappa, ma con le galline. L'idea ispirata all'agricoltura sinergica, è di sei associazioni che aderiscono a Valbisenzio in Transizione che ieri hanno posto la prima pietra dell'orto sinergico a Savignano. «Il nostro obiettivo - spiega Marilia Zappalà di Basilico - è di dare la possibilità a chi lo desidera di coltivare la frutta e la verdura che porterà in tavola utilizzando prodotti non inquinanti e di qualità». La terra dell'orto sinergico viene dissodata una sola volta dalle galline che contemporaneamente zappano e concimano, successivamente vengono preparati i bancali, delle aiuole rialzate di 30/50 cm, larghe 120 cm in cui si seminerà. Intorno sono previsti dei camminamenti ricoperti di paglia. «L'orto - spiega Giovanna Giustini dell'associazione Le bambole di Chimel- darà i primi frutti a primavera intanto stiamo cercando di costruire un gruppo di persone interessate a partecipare a questa esperienza, per ora siamo una trentina». I prodotti della terra verranno divisi fra gli agricoltori se ne avanzeranno saranno venduti. «L'esperienza che facciamo in questo appezzamento - spiega Silvia una delle referenti del progetto - può essere esportato in qualsiasi luogo, il nostro orto sarà anche visitato dalle scolaresche». Il progetto "orti condivisi" prevede anche l'utilizzo di concimi e antiparassitari naturali; in ciascun bancale verrà piantata anche qualche pianta di calendula e spruzzata l'acqua di ortica, mentre per l'irrigazione si attinge al Lanosa. «L'acqua del torrente - spiega Giustini - è particolarmente fredda per questo prima verrà fatta riposare nelle cisterne e poi utilizzata per annaffiare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
