Il Tirreno

Prato

Sotto accusa l'idrovora: era ferma

Perizia sull'impianto. Le Ferrovie: la gestione spetta al Comune

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 PRATO. Ora che l'acqua è lentamente defluita lasciando una scia di dolore e morte, l'unica cosa certa è che qualcosa non ha funzionato. Il sottopasso di via Ciulli è diventato il killer di tre donne cinesi perché, a differenza degli altri sottopassi cittadini, la scorsa notte non è stato in grado di smaltire l'enorme massa di acqua piovuta in poco più di due ore (104 millimetri a Galceti, 82 a Prato centro). L'indiziato numero uno è la pompa idrovora installata al centro del sottopasso.  E' quasi certo che non sia entrata in funzione quando doveva, o che si sia bloccata subito dopo l'avvio.  Da qui partirà l'inchiesta aperta sulla tragedia dal sostituto procuratore Laura Canovai, che già ieri mattina ha disposto il sequestro probatorio dell'intero sottopasso oltre all'impianto di sollevamento dell'acqua. Un'inchiesta che sarà fatta più di perizie che di testimonianze dirette.  Che la pompa non sia partita o che non fosse in funzione quando sono arrivati i sommozzatori dei pompieri lo si desume dal fatto che gli stessi sommozzatori hanno detto di non aver voluto arrivare al centro del sottopasso per il timore che l'idrovora partisse all'improvviso e li risucchiasse (è già accaduto in passato): dunque in quel momento non funzionava, come hanno potuto constatare anche i meno esperti quando è stato chiaro che dopo oltre due ore che non pioveva, il livello dell'acqua non accennava a scendere di un centimetro.  Nessuno al momento vuole assumersi colpe. Ieri mattina sembrava che la competenza sulla gestione del sottopasso e dell'idrovora fosse delle Ferrovie (lì passa la linea Prato-Pistoia), ma in serata il portavoce dell'azienda ha chiarito che, in base a una convenzione del 1992, la gestione e la manutenzione spettano al Comune.  L'assessore alla Protezione civile Dante Mondanelli ha ipotizzato che la manutenzione dell'impianto fosse di competenza dell'Asm, che però, stando a quanto afferma il direttore Sandro Gensini, se ne tira fuori («nel piano di lavoro come protezione civile non abbiamo competenze sulle idrovore»). Dunque al momento il cerino è rimasto nelle mani del Comune, ma è prevedibile il classico balletto delle responsabilità.  Stando poi all'ingegnere del Comune Lorenzo Frasconi, quello sul funzionamento dell'idrovora è un falso problema. L'ingegnere è convinto che l'impianto non abbia avuto un ruolo decisivo nel dramma, provocato semmai dall'eccezionale quantità di acqua caduta in poco tempo (per trovare qualcosa di simile bisogna tornare indietro di almeno dieci anni).  Sulla questione delle competenze bisognerà leggere anche un fascicolo attualmente nell'archivio del Comune, che lo stesso Frasconi consegnerà presto alla Procura. Dentro c'è il progetto del sottopasso, che è stato realizzato dalle Ferrovie, e dovrebbe esserci anche una risposta sulle competenze, se un giorno davvero si accertasse che il "colpevole" è l'idrovora.  Di fatto il sottopasso di via Ciulli è anomalo rispetto agli altri. La pendenza è più accentuata sul lato di Narnali perché quando fu realizzato c'erano già le abitazioni e non c'era spazio a sufficienza. Anche questo può aver giocato un ruolo nella tragedia della scorsa notte, perché è verosimile che la donna cinese al volante della Lancia Y abbia provato a fare marcia indietro e la pendenza, oltre alla melma depositata sul fondo, l'abbia trascinata inesorabilmente verso il fondo.  Un'altra causa, dovuta anche questa all'eccezionalità della pioggia caduta, sembra sia lo straripamento di un torrente o di una gora. Ieri mattina si era parlato della Bardena, ma sembra che sia stato il torrente Vella a esondare a nord di Maliseti, trasformando le strade in ruscelli che poi hanno convogliato l'acqua verso il sottopasso che ormai era saturo. Perpendicolarmente a via Ciulli corre una gora che è stata interrata e forse tappata quando furono costruite le abitazioni sul lato ovest della strada. Anche questo può aver contribuito al disastro.  Il Comune sostiene che la quantità straordinaria di acqua che è venuta giù la scorsa notte abbia ingrossato a tal punto fossi e gore che tutta la zona intorno al sottopasso ha esercitato una pressione sul sistema di smaltimento dell'acqua, impedendo il deflusso della fanghiglia accumulata. Le famiglie hanno lavorato fino a ieri sera per togliere l'acqua dai piani bassi delle abitazioni, anche con l'aiuto dei volontari della Vab. Paolo Nencioni ALTRI SERVIZI ALLE PAGINE 2-3

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