Bagnolo si risveglia con magazzini e case immersi nell'acqua
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Un campo allagato nella zona industriale3 MINUTI DI LETTURA
MONTEMURLO. Bagnolo alle tre di ieri mattina, col pluviometro di Galceti impazzito e il torrente Ficarello che tracima e scende giù a valle, attraversando la Nuova Montalese, fino ai campi in fondo a via Michelangelo. L'acqua del torrente che viene giù e quella caduta dal cielo che i tombini non riescono più ad assorbire. Il risultato è una lunga striscia di magazzini, abitazioni e fabbriche che si sono svegliate o, meglio, che non sono andati a letto causa allagamento. «Una piccola bomba d'acqua - spiega l'ispettore della municipale Stefano Grossi - Non c'è fognatura che tenga in questi casi: in poco più di due ore ha piovuto quasi quanto di solito piove in tutto il mese di ottobre». Il Ficarello. Trenta centimetri in una fabbrica in via della Robbia, dieci in via Bramante, altrettanti in via Michelangelo e via Cino da Pistoia. I pittori di un tempo non hanno disegnato un bel destino per questa zona di Bagnolo che, volente o nolente, quando piove finisce sempre sott'acqua. Stanotte era schierata tutta la Protezione civile comunale: otto vigili urbani e 14 volontari della Vab di Montemurlo e della Misericordia di Oste. Il sindaco Mauro Lorenzini, rimasto sveglio tutta la notte insieme all'assessore Calamai per coordinare i soccorsi, attacca il Comune di Prato e la Provincia. «Oguno si deve assumere le proprie responsabilità - dice - E la richiesta di interventi per mettere in sicurezza il corso del torrente Ficarello è stata più volte inoltrata a Prato e alla Provincia». Ma non è successo niente, e ogni tanto, quando piove più del dovuto, a Bagnolo si ritirano fuori le idrovore e si fanno i conti dei danni. E' il caso di alcune villette in via Bramante. Ogni garage una pompa, stivali e fango ovunque. «A noi l'acqua e il fango venivano su dai tombini del garage - racconta Federico Antonelli - E la pompa non serviva a niente. Dieci centimetri ma quanto basta per bagnare, sporcare tutto e non dormire una notte intera». Più avanti, stessa scena: un garage completamente ripulito e tutto il suo contenuto ammassato da una parte. E' la famiglia Corrieri. «Era tanto che non ci succedeva - raccontano - E' cominciato vero le tre ma solo stamattina ci siamo messi a pulire. Prima con i secchi, poi con gli stracci. Il fango era ovunque». E poi giù: via della Robbia, via Cino da Pistoia fino a via Michelangelo, nei cui stanzoni, a mattina già inoltrata, si sta ancora spazzando il fango. Oste. Nottata movimentata anche a Oste, con l'acqua che ha fatto capolino in alcune case di via Pomeria, via Toti, via II giugno, via Marsala e via Pomeria. Ma se i disagi sono toccati alla zona industriali, c'è anche chi, come Sebastiano Venezia, s'è armato a dovere contro gli allagamenti. Abita in via IV Novembre, a due passi da una fogna le cui infiltrazioni compaiono spesso nel suo scantinato, e ha una ditta di costruzioni. «Se a Oste qualcuno scava una buca di un metro, trova l'acqua - spiega - Sicchè l'unica cosa è montare le idrovore. Nel mio scantinato ne ho montate tre nel 1992, che lavorano a ritmo continuo. Non ci si salva dalle infiltrazioni, ma almeno si evitano gli allagamenti». A.P.
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