Il presidio
«Si promuove l'abuso di alcol con il patrocinio del Comune»
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PRATO. Polemica per i banchini dei goliardi che invitavano i ragazzi a bere. «Sono la mamma di un ragazzo di 17 anni - scrive A. D., una lettrice - - e trovo contraddittorio il comportamento del Comune che da una parte si preoccupa di regolare con ordinanze la distribuzione e la vendita di bevande alcoliche in centro e partecipa agli incontri nelle scuole sul rischio alcol; e poi dà il patrocinio a un'iniziativa come quella dei gruppi goliardici, domenica pomeriggio, durante la quale gli studenti promuovevano con molta superficialità l'uso e l'abuso di alcol tra gli adolescenti. Gli assessori coinvolti dovrebbero prendere le distanze da certi riti stantii e fuori luogo. Ormai, più che di "trasgressione" alcolica, si può parlare di "conformismo" alcolico. Un conformismo, tra l'altro, sempre più irresponsabile e pericoloso. Farsene complici non è un bell'esempio». «Non sono l'assessore di riferimento per quanto riguarda la festa in piazza S. Francesco, la competenza riguarda Borchi e Caverni - replica Giorgio Silli - Ho dato la mia disponibilità ai club goliardici in quanto ex Paglietta. Non penso che ci sia stata un'istigazione al bere, se ci fosse stata avrei condannato il gesto. Ciascuno è però libero di partecipare oppure no ai giochi, del resto il motto della goliardia è Bacco Tabacco e Venere. Non prendo le distanze dalla festa, se i ragazzi hanno portato dell'alcol in piazza non era compito del Comune controllare, piuttosto dei genitori». Sul banco degli imputati i giochi, tutti a base di birra e vino che sono stati proposti dai club; con varie modalità, ma per tutti lo scopo era di far bere chi perdeva. «Il vino che è stato portato - spiega Gabriele Villoresi uno degli ideatori della manifestazione - era ad uso personale dei gruppi goliardici dove non ci sono ragazzi con età inferiore ai 16 anni. Comunque è stato distribuito in modo moderato. Non ho visto ubriachi».
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