Borchi protagonista di un film sloveno
Mi. Mo.
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Borchi in una scena del film Debutto nel cinema con il regista Vojnovic per il giovane attore pratese
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PRATO. E' un attore di teatro della scuderia Magelli. Ha lavorato al Met, e con Valentina Banci e Tommaso Santi ha dato vita a Prato al collettivo teatrale "Kulturificio nº 7". Ultimamente - come spesso accade a molti artisti italiani - per "sfondare" nel cinema è stato costretto ad andare oltre confine. Francesco Borchi, attore carmignanese di appena 28 anni, è tra i protagonisti del film "Piran-Pirano" di Goran Vojnovic. La pellicola debutterà il 1º ottobre a Pirano e sarà poi presentata a Lubiana il 6 ottobre e il 9 a Sarajevo. «Da cosa nasce cosa - racconta Francesco Borchi - e mentre mi trovavo a Sarajevo per un festival teatrale sono stato notato da un agente che poi mi ha messo in contatto con il regista Goran Vojnovic, che in Slovenia è diventato un vero caso letterario dopo aver scritto il libro "Cefuri Raus". Così ho fatto dei provini e mi hanno preso per il film. E' il primo lavoro importante che faccio per il cinema. Avevo interpretato piccoli ruoli in cortometraggi e fatto qualche posa in fiction tv, ma non avevo mai avuto un ruolo così importante». «"Piran Pirano" è il nome di un paese sloveno - racconta il giovane attore pratese - La storia si svolge lì, tra gli anni Quaranta e i giorni nostri. La vicenda racconta gli anni della guerra, quando molti erano costretti a scappare. Il mio personaggio si chiama Antonio, è un ragazzo italiano che da Trieste raggiunge la Slovenia a nuoto per scappare e che poi vi fa ritorno molti anni dopo. Ovviamente la sua città non è più quella che aveva lasciato. Io recito in italiano, gli altri interpreti in sloveno. Sarò sottotitolato». «E' stata un'esperienza importantissima che mi ha permesso di confrontarmi anche nel cinema, come sto facendo nel teatro, con un'altra realtà - aggiunge - Al mio fianco hanno lavorato professionisti come Boris Cavazza, Mustafa Nadarevic e Nina Ivanisin. Tutti bravissimi. Per ora presenteremo il film tra la Croazia e la Slovenia - conclude Borchi - Mi piacerebbe arrivasse anche in Italia, anche perchè racconta un capitolo importante della nostra storia in una zona d'Italia al confine con il Carso, di cui poco si parla. All'estero al momento ho anche altri progetti, anche se non escludo un giorno di poter lavorare stabilmente in Italia. Ma in questo settore non è facile...».
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