Il Tirreno

Prato

Iniziato il processo a carico di un anziano di Poggio a Caiano. I fatti nel luglio 2008. L’imputato si dichiara innocente

Bambina accusa il pensionato: «Mi ha molestata»

Paolo Nencioni

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 PRATO. «Mi ha messo le mani addosso» accusa la bambina. «Non è vero niente» ribatte il pensionato. Nessun testimone, la parola di lei contro quella di lui. Sono i semplici ingredienti di un processo, iniziato ieri davanti al Tribunale presieduto da Ettore Nicotra, che da due anni ha fatto calare il gelo tra due famiglie che fino ad allora andavano d'amore e d'accordo, come tanti buoni vicini.  Sul banco degli imputati, accusato di violenza sessuale nei confronti di una minorenne, siede un pensionato ultrasettantenne residente a Poggio a Caiano. Ad accusarlo è un ragazzina di 12 anni, che ne aveva dieci all'epoca dei fatti, cioè il 15 luglio del 2008.  Quel giorno, secondo il racconto della bambina, il pensionato avrebbe avuto una sorta di raptus: l'avrebbe portata in un capanno accanto al suo orto e lì l'avrebbe baciata sulla bocca, poi le avrebbe tirato giù i pantaloni e l'avrebbe palpeggiata, ma non sarebbe andato oltre. L'anziano nega qualsiasi addebito, ormai da oltre due anni.  Le accuse sono agli atti del processo grazie a un incidente probatorio durante il quale la bambina, assistita dall'avvocato Lorenza Razzi, ha rievocato la vicenda. Da oltre un anno la bimba frequentava assiduamente la famiglia dei vicini e spesso giocava con la nipotina dell'imputato. Così avrebbe fatto anche il 15 luglio del 2008. L'anziano aveva mostrato alle due bambine alcuni conigli che teneva in un capanno accanto all'orto, alla periferia di Poggio a Caiano. Un pomeriggio spensierato che però, se è vero quanto racconta ora la dodicenne, avrebbe preso ad un tratto un'altra piega. Il pensionato decide di rimettere i conigli nella gabbia e la figlia dei vicini di casa lo segue nel capanno, mentre la nipotina resta fuori a pochi metri, poco più in là ci sono la moglie e la nuora del pensionato. La bambina dice che in quei pochi minuti l'anziano l'ha baciata sulla bocca e le ha tirato giù i pantaloni.  La prima a ricevere le confidenze della bambina è stata la nipotina del pensionato. Insieme sono andate a lamentarsi dalla moglie dell'anziano, che però non le ha credute. Allora si sarebbero rivolte alla nuora dell'uomo, con lo stesso risultato. Infine la bambina si è sfogata coi genitori, che sono corsi alla stazione dei carabinieri e hanno denunciato il vicino di casa.  Ieri la madre della bambina ha confermato in aula di aver appreso l'episodio dalla figlia in quei termini. Ha detto di averla vista tornare a casa in lacrime e di aver ascoltato il suo racconto. La bambina è stata sottoposta a una perizia psicologica secondo la quale non ha detto bugie. In aula l'hanno ripetuto la dottoressa Gambineri, consulente del pubblico ministero Laura Canovai, e la psicologa Francesca Moscato, nominata dal giudice. Alla prossima udienza, fissata a gennaio, toccherà ai testimoni della parte civile e all'imputato, che è difeso da Luciano Lenzi.  L'anziano ha una storia personale immacolata, nessun precedente per fatti simili, e fin da subito ha negato di aver messo le mani addosso alla bambina. Dice soltanto che le due bambine gli avevano chiesto di giocare a pallone e di essere caduto durante il gioco finendo sulla figlia dei vicini. Dice di essersi anche preoccupato di averle fatto male, ma è evidente che si tratta di un racconto totalmente incompatibile con quello della bambina.

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