Il presidio
Lassessore alla Sicurezza Milone: «Non esistono scorciatoie. Gli edifici devono essere messi a norma»
Locali inagibili ma cinesi al lavoro
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Linterno di una ditta controllata dalla polizia La polizia municipale ha denunciato sia la titolare che i proprietari pratesi
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PRATO. Nonostante che il capannone fosse stato posto sotto sequestro perché inagibile, all'interno vi hanno continuato a lavorare e così, grazie anche ai rumori delle macchine tessili uditi all'esterno, sono stati scoperti dai vigili urbani di Prato. Sono stati denunciati sia i titolari della ditta, cinesi, sia i proprietari dell'immobile, pratesi. Il fabbricato è situato nella zona Macrolotto Zero e già a maggio il sindaco Cenni era intervenuto dichiarandone l'inagibilità e ordinanone lo sgombero. Nel controllo i vigili hanno trovato al lavoro la titolare della ditta di confezioni, una cinese di 68 anni, e sette connazionali, tutti regolari in Italia. Dopo questo episodio l'assessore comunale alla sicurezza sociale, Aldo Milone, ha affermato che «per poter riutilizzare i laboratori inagibili non esistono scorciatoie o furbizie ma solo la messa a norma degli immobile e l'ottenimento di una nuova agibilità. Questa amministrazione, attraverso il Corpo di polizia municipale, vigilerà in maniera costante per far rispettare il provvedimento. Pertanto si invita a non tentare di fare i furbi perchè scatterà la denuncia penale». Altri controlli sono stati effettuati in due stabili nella zona dei Ciliani. All'interno quattro ditte di confezioni. Nel primo stabile erano attive due ditte cinesi. Un paio di dipendenti, privi di documenti, sono stati accompagnati in questura. Uno di questi è stato arrestato per non aver rispettato un precedente provvedimento di espulsione. L'immobile, che ospitava stanzette dormitorio in legno e cartongesso, è stato sequestrato. Sequestrate anche 42 macchine da cucire e 3 bombole di gas. Proprietaria dell'immobile una pratese che percepiva 9600 euro annui. A sua volta il locatario cinese aveva subaffittato i locali per 10.800 euro annui. Nel secondo stabile c'erano altre due ditte: in questo edificio non sono state però riscontrate irregolarità dal punto di vista di costruzioni abusive perché i lavoratori sono ospitati in case private della zona. Anche in questo caso comunque sono state sequestrate dalla polizia municipale, unità edilizia e antidegrado urbao, le macchine da cucire per varie irregolarità.
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