Il ritorno dei cervelli: qui saranno allopera professionisti che ora lavorano in Usa e Australia
Un milione per il polo oncologico
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Sopra, Angelo Di Leo direttore del dipartimento oncologico A sinistra Bruno Cravedi La Regione punta su Prato, saranno assunti stabilmente 17 medici e ricercatori
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PRATO. A Prato il Polo oncologico rappresenta e rappresenterà un'eccellenza, grazie al futuro inserimento di ricercatori di fama internazionale. Dopo il riconoscimento e il conseguente sostegno economico di associazioni italiane e straniere, è arrivato quello della Regione Toscana, che ha deliberato un nuovo finanziamento pari a 1 milione e 155.000 euro nel 2010/2011. Soldi che consentiranno di impiegare stabilmente ben 17 figure professionali. Si tratta di medici e ricercatori in ambito oncologico, patologico e diagnostico, di cui molti attualmente in forza negli Usa o in Australia: un'inversione di tendenza rispetto alla costante fuga di cervelli che contraddistingue la ricerca italiana di questi tempi. Presto all'opera, quindi, un nucleo stabile di professionisti, in grado di svolgere attività scientifica in un contesto internazionale. «E' il coronamento di 7 anni di duro lavoro che ci hanno consentito di raggiungere i numeri giusti per ottenere il finanziamento regionale - spiega il dottor Angelo Di Leo, direttore del Dipartimento oncologico - Il supporto delle associazioni ci ha permesso di agevolare procedure normalmente lunghe per far rientrare ricercatori e acquisire strumentazioni adeguate: un riconoscimento significativo se si pensa che la Breast Camper Research Foundation di New York e la Susan Komen, organizzazioni internazionali di alto livello che finanziano la ricerca sul cancro alla mammella, hanno dato a Prato ben mezzo milione di dollari. Ma la struttura negli anni è cresciuta in maniera esponenziale e c'era bisogno di un contributo istituzionale per stabilizzare il numero di medici e ricercatori. Ora Prato avrà un nucleo fisso all'interno dei reparti di ricerca». Ma c'è un progetto più ambizioso, approvato dalla Regione anche se non ancora finanziato: potenziare le attività di diagnostica, chirurgia oncologica, radioterapia e cure palliative e inserirle in un'unica sede specializzata nella cura dei tumori all'interno della struttura sanitaria in costruzione. «Un progetto che prefigura l'organizzazione del nuovo ospedale, con l'integrazione tra tutte le attività assistenziali - spiega il direttore generale dell'Asl Bruno Cravedi - Sarà possibile in questo modo individuare cure personalizzate e il reparto sarà riferimento regionale, sovraregionale e nazionale». Nascerà un Polo oncologico clinico scientifico destinato ad accogliere non solo pazienti del territorio, dove sono ben 1.200 i casi annuali di tumore, ma anche da fuori. La sinergia tra le diverse specializzazioni è già in atto nell'"unità translazionale", un innovativo laboratorio in cui patologi, biologi e chimici lavorano insieme, cercando di individuare i meccanismi genetici che causano la patologia tumorale. «L'obiettivo è dare un profilo biologico alla malattia e tradurne in termini più specifici le cure - spiega il dottor Augusto Giannini, vice direttore del Dipartimento - Apparecchiature all'avanguardia e ricercatori specializzati saranno in grado di individuare farmaci mirati alla persona e al tipo di patologia».
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