Il Tirreno

Prato

Morganti finisce nel mirino degli animalisti

Maria Lardara
Claudio Morganti parlamentare europeo della Lega
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Claudio Morganti parlamentare europeo della Lega

L'europarlamentare leghista ha votato la direttiva sulla vivisezione: valanga di proteste

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 PRATO. Gliene hanno dette, anzi scritte, di tutti i colori, tempestandolo di filmati e immagini choc che da qualche giorno trovano spazio sulla sua pagina di Facebook. Come quella di un gatto rosso attaccato ai fili, ormai senza vita, su un lettino di laboratorio. Chiedono in coro di mettersi una mano sulla coscienza, all'europarlamentare pratese Claudio Morganti, dopo che il leghista, insieme ad altri 51 colleghi deputati italiani, l'8 settembre scorso a Strasburgo ha votato a favore della nuova direttiva Ue sulla vivisezione. Quella che indigna tanto le associazioni animaliste che, per mesi, si sono battute con tanto di raccolte di firme e iniziative di protesta anche in rete. Secondo quella che viene considerata da molti una legge "scandalo", osteggiata in aula dai Verdi (che chiedevano una modifica con 3 emendamenti) e dal'eurodeputata Idv Sonia Alfano, rischiano infatti gatti e cani randagi, per i quali saranno consentiti esperimenti scientifici ai fini di cure mediche.  Intanto quel "sì" dietro i banchi a Strasburgo ora sta costando all'eurodeputato Morganti una valanga d'insulti sul social network. Come quello di Karla Meucci, pratese, che usa parole dure: «Stia tranquillo, non sentirà le grida di dolore di quelle povere bestiole perché le corde vocali gli vengono recise prima... Avevo tanta fiducia in lei, come vedo è stata mal riposta». Le fa eco Matteo Tosti: «Per difendere il potere economico delle multinazionali farmaceutiche e cosmetiche, hai condannato milioni di animali ad essere tranquillamente prelevati dalle strade e dai canili e a finire sui tavoli da laboratorio per essere, da vivi, senza anestesia, squartati, tagliuzzati.... Sei un mostro privo di coscienza e sensibilità». Anche Roberta Filoscia ci va giù pesante, deridendo lo slogan leghista "Difendiamo le nostre radici e tradizioni": «Difendiamo le nostre radici e tradizioni? Ma ti rendi conto di quello che hai fatto? Tu forse no...ma gli italiani sì... cambia mestiere...».  Consapevole di essere preso di mira, Morganti prende tempo per replicare: «Sto preparando un documento ufficiale per fare chiarezza su questa direttiva che comunque è stata votata da uno schieramento trasversale, sia da destra che da sinistra. Circola troppa disinformazione, perché sono stati estrapolati pezzi diversi di legge. E poi non capisco tutta questa grande attenzione. Perché nessuno mai parla dei riti islamici di macellazione?». Intanto l'Idv pratese fa notare che «solo l'intera delegazione dell'Italia dei Valori ha votato, unica tra i parlamentari europei italiani, contro questa direttiva».

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