Il Tirreno

Prato

«Un anno dopo, la città è ferma»

«Un anno dopo, la città è ferma»

3 MINUTI DI LETTURA





«Prato è ferma. Dai governi locali nessuno slancio. Non si può continuare un altro anno così, senza idee o progetti». Questo, in sintesi l'appello-intervento del direttore dell'Unione commercianti Gianluca Niccolai. «Nessuna polemica - aggiunge il direttore dell'associazione di via Roncioni - ma solo un'accorata esortazione al mondo politico e istituzionale pratese». Un appello bipartisan a Comune e Provincia, quello di Niccolai. «Le prospettive dell'economia restano incerte; siamo preoccupati.

Lo sono i cittadini e lo siamo noi come associazione dei commercianti - dice - Lo siamo, ancor più, perché siamo convinti che la ripresa economica passi attraverso l'aumento dei consumi». Niccolai spiega che «creare nuova occupazione, uscire dalla crisi, ritornare ad essere competitivi dipendono da tante cause, alcune delle quali sfuggono al controllo delle forze locali, ma ce ne sono molte che invece dipendono anche dalla capacità dei singoli territori di pensare e progettare il loro futuro». «Guardando Prato - dice il direttore dell'Unione - le nostre angosce sono accresciute: non esistono un'idea, un progetto, una proposta che consentano alla nostra osservazione di proiettarsi oltre il contingente e di mettere il nostro territorio in concorrenza con gli altri, per attrarre investimenti e capitali dall'esterno». Ad un anno dall'insediamento delle nuove giunta di Comune e Provincia «qualche risultato importante - prosegue - anche se non per le imprese commerciali e artigiane, è stato raggiunto: come i 25 milioni ottenuti dal Governo e tanto attesi dalle famiglie dei lavoratori in cassa integrazione; bene, ma si tratta pur sempre di interventi a sostegno e non di investimenti. E una volta che i soldi saranno finiti? Lo sviluppo di Prato non può reggersi all'infinito sulla speranza di aiuti provenienti dal Governo o dalla Regione». Secondo Niccolai «a Prato l'emergenza rischia di non finire mai, a meno di non credere a una miracolosa ripresa del tessile, così come l'abbiamo conosciuto fino a qualche anno fa, se non si mettono in campo progetti e opere, e quindi cantieri, che abbiano uno sguardo un po' più lungo». Un invito: «La politica, intesa non in senso generico, ma concepita come sistema di governo della comunità, dovrebbe assolvere a questo compito. Purtroppo, però, c'è molto silenzio. Non si vedono né un programma nè un obiettivo che valgano la pena di essere sostenuti». Invece - osserva il direttore - in Toscana la voglia di fare è tanta. «Firenze prospetta interventi, magari discutibili - continua - ma s'interroga e, oltre ad interrogarsi, pensa concretamente al proprio domani. Vediamo Livorno, Grosseto, Pisa che presentano progetti ambiziosi e chiedono finanziamenti europei. Prato rimane immobile. La politica di destra, centro e sinistra, le giunte di Comune e Provincia paiono schiacciate nella dimensione quotidiana, senza slancio. Mancano uno o due progetti, di significato e di peso, per la città, la provincia e la loro economia».

E aggiunge: «Se non abbiamo niente da proporre difficilmente potremo vincere la sfida con gli altri territori vicini o lontani, non potremo mai rilanciare la nostra città. La mia - conclude - non vuole essere polemica, ma un'accorata esortazione a tutto il mondo politico e delle istituzioni a pensare alto, a guardare oltre l'ostacolo. Non possiamo però trascorrere altri 12 mesi come i passati. I governi locali facciano capire cosa intendono fare. E spieghino quale sarà la Prato del futuro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web