Il Comune era intenzionato ad alienare il servizio ma ha dovuto ricredersi
T-Serve o non T-Serve? In "crisi" per i troppi sportelli
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Grazie al T-serve molti pagamenti comunali si possono effettuare in tabaccheria 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Da dieci anni T- Serve, il sistema informatico nato nel 2000, è uno dei fiori all'occhiello dell'amministrazione comunale: grazie al T-Serve è possibile accedere on line ad infinità di servizi. Dal pagamento delle multe e rette scolastiche al rilascio di certificati anagrafici. Un modello vincente esportato in altre province (Livorno, Pisa, Pistoia) che però ora sta creando qualche problema al Comune. T-Serve, pur restando un'idea azzeccata, che inizialmente vide la luce attraverso una convenzione stipulata tra Comune e l'Assotabaccai-Confesercenti, con l'andare degli anni ha paradossalmente avuto un successo, per così dire, ingombrante. Dai meno di 200 sportelli del 2006 (principalmente nelle tabaccherie, successivamente anche in alcuni supermercati) oggi si è arrivati a 342 sparsi tra Prato e altre province toscane. La gestione commerciale-operativa del sistema T-Serve è nelle mani di Roberto Casati al quale venne affidata con un incarico triennale (1 ottobre 2006-31 dicembre 2009). Lo scorso anno il Comune, ritenendo non suo compito specifico quello della gestione commerciale del sistema T-Serve, cercò una via d'uscita. L'idea era quella di un bando esplorativo relativo alla vendita e commercializzazione del sistema T-serve, ma il segretario generale non concesse il nulla osta all'alienazione. Nonostante questo l'amministrazione comunale era intenzionata a chiudere il rapporto con Casati limitandosi ad una proroga tecnica di un anno, in modo di procedere all'alienazione. D fronte a questo scenario però il signor Casati fece presente che il contratto in suo possesso racchiudeva clausole che avrebbero potuto provocare seri danni (finanziari) al Comune. Dello stesso avviso si è detto l'ufficio legale del Comune che ha sconsigliato vivamente di rinnovare unilateralmente il contratto per un anno. Il contratto prevede infatti che al signor Casati, in caso di mancato rinnovo senza disdetta sei mesi prima, sia riconosciuta «una buonuscita pari almeno i 2/3 di quanto sarebbe spettato alla ditta Casati quale corrispettivo fino alla naturale scadenza del rapporto». Insomma, un bel salasso. Perché a fronte del corrispettivo dovuto al nuovo concessionario del T-Serve il Comune avrebbe dovuto riconoscere un bel po' di soldi alla ditta Casati. E i conti sono presto fatti perché al gestore viene riconosciuto un compenso annuo di 42mila euro oltre al 20% dei ricavi dell'intero sistema fino ad un massimo di 35mila euro. Nei mesi scorsi sono stati liquidati alla ditta Casati 9.942 euro per il secondo semestre 2009 e 12.421 euro per il primo semestre 2010. Insomma, se il rapporto col gestore Casati non fosse stato rinovato per altri tre anni (scadenza dicembre 2012) il Comune avrebbe dovuto risarcire la società con circa 120mila euro. G.C.
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