Il Tirreno

Prato

Un’indagine per capire se è dannosa la vicinanza all’inceneritore

Cause di morte a Montemurlo Ulivi (Pdl) chiede i dati

A sinistra Roberto Ulivi in alto l’inceneritore di Montale
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A sinistra Roberto Ulivi in alto l’inceneritore di Montale

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 MONTEMURLO. Da Oste si vede l'inceneritore di Montale, che è sempre al centro di polemiche. L'ultima in ordine di tempo porta la firma del Michelangiolo Bolognini secondo cui, tra il 1987 e il 2006, nei Comuni di Agliana ci sarebbe un eccesso di morti per tumore nei comuni dove è maggiore la ricaduta dell'inceneritore. E Montemurlo? Questa la domanda al centro dell'ordine del giorno presentato dal capogruppo Pdl Roberto Ulivi, che invita il sindaco a richiedere all'Asl 4 dati inerenti le cause di morte a Montemurlo negli ultimi vent'anni.  Insomma, vediamoci chiaro. «Nell'odg che ho depositato in Comune non c'è però nessun intento polemico - spiega Ulivi - Voglio solo capire se esistono delle indagini sulla mortalità a Montemurlo e cosa dicono queste indagini perchè, parlando da cittadino, è fondamentale essere tranquilli. D'altronde - conclude Ulivi - Mi sembra che quello di Bolognini sia un parere più che autorevole». La testimonianza di Michelangiolo Bolognini, ex responsabile dell'unità funzionale d'igiene e sanità pubblica dell'Asl 3 di Pistoia, arriva al termine di un'estate in cui il braccio di ferro tra comitati contro l'inceneritore e amministrazioni comunali di Montale e Agliana ha raggiunto livelli spasmodici. Bolognini, in un documento apparso sul blog dell'ordine dei medici di Pistoia, parla di un eccesso di decessi nei comuni di Agliana e Montale in termini di 152 unità, cioè di 7 decessi per tumore in eccesso ogni anno nei venti presi in esame (1987-2006), e ribadisce come l'esposizione certa e dimostrabile a sostanze nocive produce inevitabilmente danni sanitari altrettanto certi, anche se la loro dimostrabilità può non essere agevole utilizzando esclusivamente gli strumenti epidemiologici ordinari. Da Prato, il responsabile della sezione pratese dell'Arpat Luciano Giovannelli rassicura sulle emissioni dell'inceneritore e invita anche a riflettere sul valore dei documenti che si trovano in rete. «Gli esami epidemiologici sulla popolazione e l'analisi del territorio di Montemurlo esistono e i loro risultati rientrano nei termini di legge forniti dall'Istituto Superiore di Sanità - spiega rispondendo implicitamente a Ulivi - D'altronde non decidiamo noi i limiti che le emissioni devono rispettare e gli sforamenti come quello che portò alla chiusura momentanea dell'impianto di Montale fanno parte dei giochi. E' consentito superare i limiti - aggiunge Giovannelli - Questo porta però a delle sanzioni amministrative e magari anche a un fermo dell'impianto e a un suo adeguamento. Poi però tutto riparte, anche se con un controllo più ferreo. In questo campo bisogna stare molto attenti anche all'autorevolezza di quello che si legge sul web e non dare per scontato nulla - conclude - Non si possono fare processi alle intenzioni».  Il 23 settembre però, a Montale, i comitati della Piana organizzeranno un incontro pubblico per una più corretta informazione sulle conseguenze delle emissioni. A Montemurlo è già partito il volantinaggio.

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