Il Tirreno

Prato

Gestri invita i cinesi al Corteggio Storico «Serve una svolta»

Barbara Burzi
Gestri invita i cinesi al Corteggio Storico «Serve una svolta»

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PRATO. E' un corteggio più partecipato e multietnico quello che il presidente della Provincia Lamberto Gestri s'immagina di vedere sfilare nel giorno della Madonna della Fiera affinché «l'8 settembre diventi la festa di tutti coloro che a Prato vivono e lavorano». Questo il messaggio contenuto nell'appello che Gestri ha rivolto a tutti, con una lettera aperta in cui s'invitano le comunità straniere - a partire da quella più numerosa dei cinesi - a partecipare all'evento che si celebrerà il prossimo mercoledì. L'invito del presidente è per il corteggio storico della sera. «Dietro i nostri gonfaloni, nelle vie e nelle piazze ci sia spazio e accoglienza per tutti», afferma. All'appello hanno già risposto esponenti della comunità cinese, marocchina, rumena e pakistana. «Non mi interessano le folle- commenta Gestri - è importante una presenza significativa che sia rappresentativa delle classi sociali e delle diverse generazioni». In sostanza non conta quanto sarà numeroso il gruppo di stranieri che parteciperà alla celebrazione, bensì il gesto, che ha lo scopo di segnare una svolta in materia di integrazione. «Non è più rinviabile un ragionamento forte sulla presenza degli immigrati che vivono a Prato - sostiene- noi siamo una città multetnica ed è un dovere delle istituzioni dare delle precise indicazioni di marcia. Siamo davanti a un bivio: o ci chiudiamo in noi stessi condannando il nostro distretto alla decadenza oppure riusciamo a far diventare la presenza di immigrati un'opportunità per il territorio».  Il ragionamento contenuto nella lettera si inserisce in un quadro più ampio che guarda al rilancio dell'economia locale da un'altra prospettiva. «Non è più intelligente rinviare anche d'un solo giorno quella necessaria integrazione economica capace di mettere a lavorare a stretto contatto i pratesi e i cinesi - dice - mentre l'Europa e il mondo si aprono agli investimenti cinesi, sarebbe antistorico se la nostra città non riuscisse ad approfittare della presenza di una così grande comunità sul suo territorio per creare un clima di collaborazione nuovo, basato ovviamente sia sul rispetto totale delle nostre leggi sul lavoro, sia sul parallelo rispetto per chi viene da lontato. Se riuscissimo a superare la fase dello scontro senza tuttavia rinunciare a pretendere il rispetto della legalità - continua - si potrebbero aprire nuovi spazi per l'economia pratese. Auspico che la collaborazione con la nuova sede dell'università di Wenzhou a Prato possa rappresentare un'opportunità concreta per valorizzare la presenza cinese sul territorio e mettere al primo posto la ricerca dello sviluppo, del lavoro e delle opportunità per i giovani». Prima di scendere in strada i rappresentanti delle comunità straniere sono invitati a partecipare al brindisi che si terrà a Palazzo Buonamici alle 12. «Ho ritenuto che la festa della Madonna della Fiera, proprio per la sua doppia valenza religiosa e civile, fosse l'occasione giusta per fare questo appello - conclude il presidente - se gli stranieri parteciperanno dimostreranno di avere rispetto per la nostra storia e la nostra cultura».

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