Lettera aperta di Silli: «Chi è disponibile contatti i miei uffici»
Musulmani a lezione di Cristianesimo la risposta dell'assessore a Gheddafi
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Lassessore Giorgio Silli 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. E' l'assessore all'immigrazione Giorgio Sillia a rispondere indirettamente all'invito alla conversione musulmana dell'Europa fatto dal colonnello Gheddafi, in visita in Italia. «Ho letto attentamente - scrive l'assessore in una lettera aperta - negli ultimi giorni dei festeggiamenti che hanno accompagnato il colonnello Gheddafi durante la sua visita ufficiale in Italia. Inutile dire che il nostro Paese non può che rallegrarsi di fronte ad un trattato di amicizia che dura oramai da 2 anni e che sancisce la fine delle ostilità fra la nostra Italia e la Libia. I rapporti commerciali andranno avanti alla ricerca di un sempre più proficuo rapporto di collaborazione fra le due nazioni e alla ricerca di quella produzione di ricchezza e di occupazione delle quali entrambi abbiamo bisogno». «Da cattolico - aggiunge però Silli - non ho certo gradito il rocambolesco tentativo di conversione di massa messo in piedi in questa due giorni, ma uno dei valori più grandi del nostro paese è la libertà e la nostra costituzione sancisce la sacralità della libertà di culto. Di tutti i culti». E aggiunge: «Proprio per questo prendo spunto da quanto accaduto per organizzare un incontro per tutti gli amici e amiche musulmane, e di altre confessioni, atto a far conoscere loro il cristianesimo. Non possiamo certo pagare qualcuno perché ascolti dei relatori discernere sul cristianesimo - dice - non è il nostro modo di fare e soprattutto sarebbe poco elegante, ma possiamo invitare tutti coloro ne abbiano il desiderio, condannando chi opporrà resistenza a chi sarebbe interessato, ad un incontro pubblico che sarà mia cura, qualora si raggiungesse un numero cospicuo, organizzare». E conclude: «Spero che chiunque ne avrà o ne sentirà la necessità possa contattare il mio assessorato all'indirizzo assessoresilli@comune.prato.it Se c'è chi lo fa a casa d'altri, per quanto amici siano, il minimo che si possa fare è farlo a casa nostra».
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