La denuncia in una mozione del consigliere Pdl Lorusso. Il gestore: «Non è vero»
«Non mi hanno fatto entrare a Villa Fiorelli»
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Una festa a Villa Fiorelli 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Forse è proprio destino. A Roma Fini è stato buttato fuori dal Pdl. A Prato l'unico consigliere comunale finiano, Federico Lorusso, 23 anni, è stato buttato fuori da un locale. O meglio - così sostiene in una mozione presentata ieri - gli è stato impedito l'accesso a lui e a dieci suoi amici. «Perchè - spiega - ci è stato detto che non rientravamo nel target del locale». E per di più il fatto è accaduto in un bar-ristante il cui immobile è di proprietà del Comune, Villa Fiorelli, data in gestione grazie a un bando alla cooperativa Seti, che al Comune versa ogni anno 27mila 600 euro e si occupa della manutenzione. Lorusso nella mozione (nella quale però non fa il nome del locale) mette in evidenza che numerosi cittadini si sono lamentati di «non poter entrare dentro un locale all'aperto dato in concessione dal Comune, senza fornire ad essi nessuna giustificazione fondata». Inoltre specifica che secondo il Testo unico di pubblica sicurezza «l'esercente non può rifiutare la prestazione a un utente contro il corrispettivo del prezzo» e precisa che chi voleva entrare «non rappresentava un pericolo per gli altri utenti e per il locale stesso». Per questi motivi chiede all'amministrazione comunale di verificare se la gestione del locale «non sia discriminatoria rispetto ai cittadini utenti» e nel caso fossero accertati episodi di discriminazione «di applicare la sanzione della revoca della concessione-autorizzazione». Ben diversa la ricostruzione di quanto avvenuto secondo la Cooperativa e secondo il direttore del locale. «Noi da quest'anno blocchiamo all'ingresso - spiega il titolare della Seti - solo chi è in evidente stato di alterazione». Un caso che però non riguarda il consigliere Pdl e i suoi amici. Secondo il direttore del locale, presente quella sera, i ragazzi sono effettivamente stati bloccati dai buttafuori all'ingresso probabilmente per un malinteso «ma poi - spiega il titolare Seti - il direttore è intervenuto e tutti sono stati fatti entrare e hanno trascorso la serata nel locale».
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